Martiri ottobrini visti dai ragazzi

7 Ottobre 2014

Canti in dialetto e l’Inno di Mameli intonati dagli studenti per le vie della città

LANCIANO. Le testimonianze dei partigiani reduci, messaggi e canti dei bambini per ricordare gli Eroi Ottobrini a settantuno anni dalla rivolta del 5 e 6 ottobre. Si è svolta così, ieri mattina, la cerimonia davanti al sacrario di piazza Martiri della Libertà. Lì sono culminate le celebrazioni, iniziate in centro e al monumento ai Caduti di piazza Plebiscito. Alla cerimonia partecipano le rappresentanze degli istituti superiori e alcune classi della scuola elementare di viale Marconi, intitolata proprio alla memoria dei 23 lancianesi, partigiani e civili, che sacrificarono la propria vita per ribellarsi all’occupazione nazifascista. I bambini intonano canti in dialetto e l’Inno di Mameli e raccontano il sacrificio dei Martiri Ottobrini con parole semplici di ammirazione. I grandi –dal sindaco Mario Pupillo, al prefetto Rocco Fulvio de Marinis, al presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio - ascoltano commossi. A prendere la parola sono anche due superstiti, tra i partigiani più giovani che in quei due giorni del 1943 si ritrovarono quasi per caso ad opporsi alle truppe tedesche. «Avevo 12 anni e 8 mesi ed ero in squadra con Angelo Ciavarelli e Angelo Bisbano», ricorda Licio Costantini, «il primo tedesco morto, a Lancianovecchia, fu opera nostra». «Oggi la scelta di allora mi appare ancor più coraggiosa», commenta Ciavarelli, «ma i giovani devono studiare con passione la storia per difendere la libertà conquistata dalla Resistenza». Tanti i progetti che l’Anpi, l’associazione partigiani di Lanciano, ha in programma per i prossimi anni. «Lanciano è l’unica medaglia d’oro al valor militare tra le città della linea Gustav», sottolinea il presidente Gianni Orecchioni, «ha tutte le carte in regola perché vi sia realizzato un museo della memoria di livello mondiale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA