Marzoli: «Marrucino, colpa del sindaco»

8 Ottobre 2016

CHIETI. Sul Marrucino non c’è solo l’incognita dei fondi regionali, promessi ma non ancora arrivati, ma anche, secondo il consigliere Pd Alessandro Marzoli, «la totale inerzia del Comune che in sei...

CHIETI. Sul Marrucino non c’è solo l’incognita dei fondi regionali, promessi ma non ancora arrivati, ma anche, secondo il consigliere Pd Alessandro Marzoli, «la totale inerzia del Comune che in sei anni e tre mesi anni di amministrazione di Umberto Di Primio ha praticamente destrutturato tutto ciò che si poteva». Marzoli chiede certezze per la maggiore istituzione culturale teatina che rischia di perdere anche il titolo di teatro di tradizione. «Dal 1977 al 2010», dice, «il Marrucino, dotato di un'orchestra d'eccellenza, è stato teatro di tradizione e teatro lirico d'Abruzzo. Nella primavera del 2010, dopo la vittoria del centrodestra, questo immenso patrimonio culturale della città è stato spazzato via in brevissimo tempo e oggi il Marrucino rischia di perdere ogni credibilità. La produzione è ferma e siamo costretti ad elemosinare contributi per realizzare qualche opera pur di dimostrare che il teatro di tanto in tanto è aperto». Marzoli conclude lanciando una sfida al sindaco: «È vero che servono le risorse, ma servono anche impegno, idee e onestà intellettuale per reperirle. Su questi temi sfidiamo il sindaco a smettere di piangere e a svolgere il suo ruolo. Noi consiglieri vogliamo lanciare l'allarme: per il Marruccino il tempo è scaduto». A teatro, intanto, si sta facendo di tutto per portare avanti la stagione lirica programmata a partire dalla Traviata di Verdi slittata al 28 ottobre. In cartellone ci sono La scuola de’ gelosi di Salieri (20 novembre) e la Tosca di Puccini (9 dicembre). (a.i)