Masci, protestano in più di cento

30 Luglio 2024

Prof e studenti uniti: «La nuova sede alla Berardi dev’essere assegnata a noi»

CHIETI. La vedono al di là del cancello chiuso della ex caserma Berardi: le mura grigio scuro, le finestre colorate e la grande scritta "Liceo scientifico Filippo Masci" posta verticale all'ingresso della nuova scuola. Oltre un centinaio tra studenti, genitori, docenti e personale tecnico, amministrativo e ausiliare del Masci si radunano davanti ai cancelli chiusi di via Ferri per chiedere che la nuova scuola sia finalmente assegnata al Masci, una comunità di 800 studenti e circa 3.000 persone che vi gravitano attorno.
Sembra pronta la nuova scuola all’interno dell’ex caserma che ospitava i fanti del 123° Reggimento Chieti, ma il presidente della Provincia Francesco Menna, a una mese dalla riapertura dell'anno scolastico, non ha dato ancora il via libera per il trasferimento. Attualmente suddivisa in tre sedi, la comunità del Masci teme che, dopo otto anni dall’accordo di programma che destinava il plesso allo Scientifico, si debba attendere ancora. A pochi metri dalla caserma Berardi c’è un’altra scuola, la più grande della città, l’istituto Luigi di Savoia, la cui sede sta per subire una pesante ristrutturazione: 800 studenti da sistemare fino al 2026, quando dovrebbero essere terminati i lavori. La paura è che il nuovo plesso venga destinato al Savoia.
«Vogliamo che l'opinione pubblica sappia quello che sta succedendo», dice Maurizio Tucci, vicepresidente del consiglio d'istituto che ha organizzato il sit-in di protesta, «da anni il Masci si sta sobbarcando i disagi della suddivisione in tre sedi: al Seminario regionale, al De Sterlich e nella sede storica di via Vernia. Ora che la scuola è pronta, chiediamo risposte in tempi certi e brevi». Lo Scientifico ha iniziato a delocalizzare le aule dagli anni ’90, quando la sede di via Vernia ha mostrato problemi strutturali.
L’ex vicepreside Rosanna Gialloreto, presidente dell’associazione Amici del Masci, dal ’95 docente allo Scientifico, ne ricorda le diverse vicissitudini: «Dagli anni ’90 il Masci è alle prese con i problemi di una sede unica, sicura e adeguata. Poi finalmente è stata individuata la nuova sede nella caserma Berardi, ma ci saremmo dovuti già trasferire nel 2018. Nel frattempo Vasto e Lanciano hanno avuto nuove sedi e noi, che siamo fiore all’occhiello di Chieti e dell'Abruzzo, siamo ancora bloccati».
Gialloreto è in pensione da un anno, al suo posto la preside Sara Solipaca – ieri mattina non presente al sit-in ma, si immagina, pienamente solidale con la protesta – ha chiamato due vicepresidi: Francesco Centobeni e Vincenzo Beducci. «È arrivato il momento di dire basta», dice Centobeni, «abbiamo subito troppi anni di difficoltà e disagi. Siamo stati sempre pronti a venire incontro alle esigenze della Provincia. Come è accaduto, ad esempio, una settimana fa, quando la nostra dirigente Solipaca è stata chiamata dai dirigenti della Provincia che le hanno chiesto di effettuare nell’arco di un’ora, seduta stante, l’operazione di bollinatura di tutto l’arredo scolastico. La preside è riuscita a dare una risposta tempestiva: le nostre collaboratrici scolastiche si sono date da fare e hanno risolto nell'arco di un’ora, così come chiesto, nonostante i 34 gradi di quella giornata. Noi invece, dopo anni, stiamo ancora attendendo una decisione».
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