Massacrano di botte un fantino: in carcere due giovani fratelli

I rom lancianesi Jhonny e Mirco De Rosa volevano che il 39enne non partecipasse a una gara di cavalli La vittima colpita alla tempia e poi con una serie di calci alla testa quando era a terra: ecco le immagini
CHIETI. Hanno massacrato di botte un fantino di 39 anni per non farlo partecipare a una corsa all’ippodromo d’Abruzzo di San Giovanni Teatino. Un agguato in piena regola: prima un violento colpo alla tempia, poi calci alla testa e alla schiena, senza pietà, con la vittima già a terra. Giocondino De Rosa, noto come Jhonny, 31 anni, e il fratello Mirco (29), rom lancianesi, sono finiti in carcere con le accuse di violenza privata e lesioni personali pluriaggravate in concorso. Ad arrestarli, ieri mattina, sono stati i poliziotti della squadra mobile di Chieti, guidati dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio e dal commissario Nicoletta Giuliante: il provvedimento, su richiesta del sostituto procuratore Marika Ponziani, è stato firmato dal giudice Andrea Di Berardino. Quanto al movente dell’aggressione, è probabile che il fantino rappresentasse un ostacolo al raggiungimento del risultato sportivo voluto dai De Rosa, assidui frequentatori del mondo delle gare ippiche e appassionati di cavalli, oltre che proprietari di un box nell’impianto sportivo.
IL PESTAGGIO L’episodio risale allo scorso 20 aprile. In base alla denuncia della vittima e al racconto dei testimoni, tutto comincia nel primo pomeriggio. Il 39enne di origini romene viene avvicinato da alcune persone, tra i quali i De Rosa, che ben conosce perché in passato ha allenato un cavallo di loro proprietà. «Tu ci devi fare un favore, che fai la prossima corsa?», chiedono due volte i fratelli rom, con «fare allusivo e intimidatorio», osservano gli investigatori. In entrambe le circostanze, il fantino risponde che è sua intenzione gareggiare e non è in grado di prevedere il risultato della competizione. Mentre la vittima si avvia verso la pista, scatta la violenza: l’uomo finisce al tappeto, come svenuto, dopo un primo colpo alla tempia. Gli aggressori si accaniscono su di lui anche quando è a terra. L’immediato intervento della vigilanza interna permette alla vittima di sottrarsi alla furia dei rom, che vengono portati fuori dalla struttura e si allontanano. Il 39enne, con traumi in tutto il corpo e le costole fratturate, finisce in ospedale e riporta una prognosi complessiva di oltre 60 giorni. Fin qui, la cronaca del pestaggio.
LE INDAGINI La squadra mobile raccoglie una serie di indizi che incastrano gli aggressori. Non solo la testimonianza del romeno: a riconoscere gli indagati sono anche un amico del fantino e uno dei vigilanti. A inguaiare definitivamente i De Rosa è il sistema di videosorveglianza dell’ippodromo, che ha catturato il momento esatto dell’aggressione e quello in cui Jhonny e Mirco sono stati accompagnati fuori dalla struttura. A riprova che quel pomeriggio fossero all’interno dell’impianto c’è anche una firma lasciata dallo stesso Jhonny, con tanto di numero di cellulare, sul registro delle presenze dell’ippodromo.
CHI SONO Già in passato i fratelli De Rosa sono finiti in più occasioni nei guai per motivi giudiziari. Lesioni personali, ma non solo. Mirco è stato condannato anche per tentata estorsione, violazione di domicilio e danneggiamento e, sei anni fa, si rese protagonista di un episodio che creò un certo allarme: dopo un dissidio per questioni di viabilità, raggiunse un automobilista, lo sorpassò, lo costrinse a fermarsi e lo picchiò brutalmente, provocandogli traumi al viso ed ematomi alla testa. Jhonny, invece, nel 2020 è stato arrestato per una vicenda di droga. Dunque, anche alla luce dei precedenti degli indagati, e al pericolo che possano rendersi protagonisti di episodi analoghi, la procura ha chiesto e ottenuto che entrambi finissero in cella.
L’INTERROGATORIO Gli arrestati, rinchiusi nel carcere di Benevento e difesi dall’avvocato Vincenzo Menicucci, potranno fornire la loro versione dei fatti nel corso dell’interrogatorio in programma lunedì.

