Masso in bilico, si lavora per la sicurezza

Cinque famiglie ancora evacuate, tre negozi e un distributore di benzina chiusi. Il sindaco: prima frantumiamo la roccia
PALOMBARO. Cinque famiglie ancora evacuate, uno scavo profondo e lungo 15 metri creato in poche ore per poter mettere in sicurezza alcune abitazioni ed evitare ulteriori crolli, rottura del masso da fare questa mattina. Si lavora a Palombaro per ripristinare la viabilità ma soprattutto riportare la tranquillità tra i residenti dopo la frana che ha colpito il paese. Mercoledì dopo le 18 un masso lungo 15 metri, alto 3 metri e largo 4 metri si è staccato dal costone di piano Laroma ed è scivolato sulla sottostante via Limiti di Sopra, fortunatamente senza arrecare danni a persone o cose. Ma è rimasto pericolosamente in bilico creando apprensione nel sindaco Consuelo Di Martino ma soprattutto nelle famiglie che abitano sotto la frana, che temevano potesse scivolare ancora verso le case. Da qui l’ordinanza di evacuazione di alcune abitazioni e attività commerciali da parte della prima cittadina.
«Sono 8 le famiglie inizialmente evacuate per un totale di 16 persone», dice il sindaco, «accolte in un agriturismo e alcune da parenti, ma ora, grazie ai lavori di oggi pomeriggio (ieri per chi legge, ndc) ho potuto firmare una nuova ordinanza di parziale revoca dell’obbligo di evacuazione per tre famiglie e per alcune attività commerciali, ossia un emporio-ferramenta, un alimentari, un benzinaio e un bar. Ora restano ancora 5 famiglie ospitate nell’agriturismo». Sono quelle che vivono nelle abitazioni sotto il masso di via Limiti di Sopra che è stato messo in sicurezza. La ditta chiamata alle 14 - dopo che il sindaco Di Martino e l’amministrazione comunale ha concluso in tempi record la parte burocratica delle azioni con Regione, vigili del fuoco e tecnici - ha realizzato uno scavo sotto la pietra. «Con le ruspe», riprende il sindaco, «è stato creato un invaso lungo 15 metri ed è stata pulita la pietra. Sono soddisfatta che già in mattinata i funzionari, assieme al geologo Pietro Di Giuseppe, erano in paese pronti per lavorare assieme alla nostra protezione civile. C’è stato un sopralluogo, che non è stato possibile fare mercoledì notte quando sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Casoli, i carabinieri di Palombaro. Vigili del fuoco, geologo e il nostro ufficio tecnico sono saliti sul costone e per ora hanno ipotizzano che sono stati più fattori a provocare la frana. Il costone è fatto di una pietra friabile, poi la presenza di vegetazione tra alcune insenature con le radici che hanno spinto e allargato piano la roccia, il gelo e la neve dei giorni scorsi possono assieme aver causato la rottura. C’è apprensione perché ci sono altri due spuntoni di roccia con piccole fratture. Domani (oggi per chi legge, ndc) si romperà la pietra e faranno altre verifiche magari anche con i droni». Poi si capirà se le famiglie possono tornare a casa e cosa sia accaduto perché, come dicono qui, nessuno di aspettava questo distacco. (t.d.r.)
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