Masso killer, indagine per omicidio colposo

La Procura di Chieti apre un fascicolo contro ignoti. I carabinieri recuperano la pietra che ha ucciso la donna: pesa 1,5 chili
FARA SAN MARTINO. Sono trascorse due settimane dal decesso della turista di Ravenna, colpita alla testa da una pietra caduta dalla parete rocciosa lungo il sentiero di Santo Spirito. Mentre l’ingresso al vallone in questi giorni è vietato a causa di una nuova caduta di massi, le indagini proseguono per fare chiarezza sull’incidente costato la vita alla 56enne Sandra Zanchini. La Procura di Chieti ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, titolare è il sostituto procuratore Marika Ponziani. Al momento si indaga contro ignoti.
A chiedere che sia fatta piena luce sull’incidente del 22 giugno scorso è la stessa famiglia della vittima. Venerdì scorso, il giorno prima che il sindaco Carlo De Vitis chiudesse con un’ordinanza l’accesso al sentiero, c’è stato un nuovo sopralluogo dei carabinieri incaricati dalla Procura. Presente anche il marito della turista ravennate, l’avvocato Davide Baiocchi, con il proprio legale e un ingegnere incaricato di redigere una perizia. La famiglia ha, infatti, intenzione di presentare una memoria in Procura su quanto accaduto quel giorno.
Baiocchi faceva parte, insieme alla moglie, del gruppo di venti turisti dell’associazione Trail Romagna di Ravenna, che la mattina del 22 giugno era arrivato in valle per raggiungere le Gole e il monastero di San Martino. Intorno alle 11,30, a causa di forti raffiche di vento, si era verificata la caduta di massi e pietre sul sentiero, proprio nel momento in cui i turisti stavano tornando indietro per mettersi al riparo. Una delle pietre aveva colpito alla testa Sandra Zanchini, deceduta dieci giorni dopo all’ospedale di Pescara. Una fatalità sì, ma non solo. Secondo il marito della donna i rischi nel transitare sul sentiero, dovuti proprio alla caduta di massi, non sarebbero stati adeguatamente segnalati. Alcuni cartelli, che riportano la dicitura “Parco nazionale della Maiella-Attenzione caduta massi”, sarebbero stati collocati dopo l’incidente alla turista ravvenate, come testimoniano alcune foto scattate sul luogo dal marito. Nel sopralluogo di venerdì scorso i carabinieri avrebbero individuato precisamente il masso che ha colpito Sandra Zanchini, grazie alla presenza di capelli della donna. Si tratta di una pietra di 15 centimetri e 6 di spessore, del peso di circa un chilo e mezzo.
Dopo l’incidente, nel tratto di sentiero interessato dalla caduta di massi è stata realizzata una passerella con cavalletti e pedane metalliche da ponteggio per consentire il passaggio in sicurezza dei visitatori. Nei giorni scorsi tecnici incaricati dal Comune hanno eseguito un sopralluogo e rimesso le loro relazioni. A seguito del maltempo di sabato scorso, però, è stato necessario interdire il transito al fine di tutelare la pubblica incolumità.
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