Mastropasqua la salva dalla cecità

10 Dicembre 2014

Storia a lieto fine di una donna di 30 anni operata di una grave retinopatia nel reparto del policlinico

CIVITELLA MESSER RAIMONDO. Apre gli occhi e sorride al mondo. Guarda tutto ciò che la circonda anche nei minimi particolari perché sa che quello che vede, è un dono. Per oltre un anno Donata Di Guglielmo, 30 anni di Civitella Messer Raimodo ha fatto i conti con un mondo fatto di immagini distorte, di dolori e disturbi alla vista. Ha fatto i conti con una diagnosi che per molti è drammatica: una particolare forma di retinopatia che l’avrebbe portata a perdere l’occhio destro. Invece ora vede benissimo. «E lo devo al dottor Leonardo Mastropasqua e alla equipe del centro di oftalmologia di Chieti», racconta la ragazza. «Più di un anno fa all’improvviso ho cominciato a non vedere bene, le immagini erano distorte e avevo dei fastidi agli occhi. In particolare all’occhio destro. Così ho iniziato a fare delle visite oculistiche. Il responso fu di una retinopatia particolarmente aggressiva e in uno stadio avanzato in particolare all’occhio destro. C’era la possibilità di operarmi, ma poiché i rischi di complicazioni come emorragie, infezioni erano alti, nessun oculista da me contattato voleva assumersi questo onere. Per loro ormai l’occhio destro era destinato alla cecità, non operabile. Poi mi sono rivolta al dottor Mastropasqua che ha deciso di “rischiare”, di operare l’occhio».

La ragazza racconta che il direttore del Centro regionale di eccellenza in oftalmologia di Chieti, anche Centro nazionale di alta tecnologia (Cnat) in Oculistica, le aveva spiegato i rischi legati all’intervento in particolare all’occhio destro. Ma lei è voluta andare avanti. «Sto benissimo», dice contenta, «l’intervento di vitrectomia con peeling della membrana è durato 5 ore, in anestesia generale. Ha comportato anche un breve ricovero. Ma, a distanza di mesi, visto che l’intervento l’ho subito a febbraio posso dire di stare bene, non ho avuto complicazioni, conseguenze negative. Tanto che ad ottobre mi sono sottoposta allo stesso intervento anche all’occhio sinistro. Altre tre ore in sala operatoria. Ma altro intervento riuscito. Un interventonon si fa ovunque. Alla bravura di Mastropasqua e dei medici della equipe in particolare Paolo Carpineto e Agbéanda Aharrh-gnama che ringrazio, la riuscita dell’intervento è stata data anche dalla robotica, dai mezzi altamente tecnologici che ci sono nel presidio».

La vitrectomia, che consiste nell'asportazione chirurgica di tutto o parte dell'umor vitreo, si vale infatti di sofisticatissimi strumenti della microchirurgia oculare e spesso richiede l'utilizzo contemporaneo di speciali tecniche, mirate a risolvere eventuali patologie sottostanti o a gestire le complicazioni che si possono presentare. E altre patologie c’erano. Fortunatamente ora sono acqua passata e Donata Di Guglielmo oggi non ha neanche più bisogno di portare gli occhiali.

Teresa Di Rocco

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