Mattatoio, Di Primio sospende l’attività

Asl e vigili urbani eseguono quattro sopralluoghi nella struttura dello Scalo e scoprono liquami e aria irrespirabili
CHIETI. Il sindaco Umberto Di Primio ha emesso un’ordinanza con cui ha sospeso le attività del mattatoio comunale. Lo ha fatto in ragione dei risultati di una serie di sopralluoghi effettuati dalla polizia municipale e dalla Asl che hanno attestato problemi di inquinamento ambientale. Per ora è solo una sospensione, non una chiusura vera e propria, in attesa di ulteriori controlli da parte dei funzionari del Comune e del ripristino delle condizioni igienico-sanitarie dell’area. Il sindaco, infatti, ordina agli uffici comunali una serie di “attività di verifica tecnica e amministrativa rispetto all’attuale gestione”, affidata dal 1997 alla cooperativa Macellatori Teatini, presieduta da Giuliano D’Alessio. Alla cooperativa, invece, ordina di rimettere a posto la struttura dal punto di vista igienico-sanitario. La polizia municipale ha condotto ben tre sopralluoghi all’ex Foro Boario, nella sede della struttura che lavora le carni del territorio di almeno mezza provincia teatina. Il primo sopralluogo si è svolto lo scorso 12 agosto, il secondo il 24 agosto e il terzo il 6 settembre. In tutti e tre i casi i vigili urbani parlano di “aria irrespirabile”, di “odore tipico delle attività di macellazione”, di “liquami maleodoranti che fuoriescono dai tombini” e di “reflussi nei wc di molti fabbricati della zona”. Vengono anche scoperte pompe di aspirazione che non funzionano, ma anche dopo la loro riparazione, per i vigili la puzza rimane. I tecnici della Asl vanno al mattatoio il 30 agosto e attestano uno “sversamento di liquami reflui nella fogna che serve le civili abitazioni”, cosa che non si può fare perché le acque provenienti dal mattatoio hanno la natura di “acque reflue industriali” e dunque vanno adeguatamente smaltite.
«Si ritiene», scrive infatti la Asl, «che esistano indizi di grave inquinamento ambientale nocivo alla salute pubblica». Di fronte a queste conclusioni, Di Primio ha subito provveduto ad emettere l’ordinanza che ha bloccato il mattatoio. Un atto che arriva dopo un lungo braccio di ferro tra la cooperativa e l’amministrazione comunale. La cooperativa, che dà lavoro a 35 persone, da tempo è in attesa che il Comune bandisca una nuova gara d’appalto. A dicembre scorso la protesta è arrivata anche in Consiglio comunale, con i lavoratori che hanno chiesto garanzie per il futuro.
Il sindaco, scegliendo la strada della mediazione, si impegnò a riaffidare il servizio in maniera temporanea, chiedendo però alla cooperativa di sistemare la partita debitoria nei confronti del Comune per circa 200 mila euro di utenze di acqua non pagata.

