Mattatoio e campi sportivi È scontro tra Pd e sindaco

Il consigliere Di Giovanni denuncia: «Negati gli atti alla commissione Vigilanza» Di Primio replica: «Si dimetta da presidente del gruppo, non è imparziale»
CHIETI. Mattatoio comunale, gestione della piscina, assegnazione dei campi Sant’Anna e Celdit. Sono questi i temi sotto l’esame della commissione Vigilanza. Ma, denuncia Filippo Di Giovanni, il riconfermato segretario del Pd teatino e presidente della commissione comunale, le carte non uscirebbero: «Evidenzio una situazione di grave insufficienza dell’apparato amministrativo e, in particolare», dice Di Giovanni, «degli organi della segreteria generale». E il consigliere lancia un messaggio: «Se dovesse protrarsi a lungo la situazione che ormai ho riscontrato essere una patologia cronica di alcuni uffici, si potrebbe configurare presto un’ipotesi omissiva sul cui eventuale rilievo e fondatezza sarà poi la magistratura a giudicare».
Il sindaco Umberto Di Primio mette in dubbio l’imparzialità di Di Giovanni e replica così: «Dovrebbe dimettersi dalla presidenza della commissione di Vigilanza considerando che ha fatto da portavoce agli ex gestori del mattatoio portandoli anche in consiglio comunale per protestare. E poi è il meno indicato per indagare sui campi di calcio visto che è il vice presidente di una squadra che potrebbe avere interesse a gestirli. Per il resto, anziché sprecare tempo a scrivere ai giornali, potrebbe chiedere i documenti agli uffici secondo il regolamento vigente e la legge 241 del 1990: nessuno gli negherà gli atti».
Ma, secondo Di Giovanni, «di fronte alle reiterate domande di documentazione necessaria alla commissione, gli uffici hanno opposto un’inerzia assoluta nel fornire quanto richiesto dilatando i tempi oltre misura e hanno fornito documentazioni frammentarie e il più delle volte incomplete». Sono 4 i nodi al vaglio della commissione Vigilanza: «Si tratta di situazioni di gestione politico-amministrativa che presentano non poche ombre», afferma dice Di Giovanni, «a partire dalle procedure di recupero degli immobili che ospitavano l’ormai defunto mattatoio comunale». Il mattatoio è al centro di un’inchiesta per l’ipotesi di peculato contestata agli ex gestori a causa di attrezzature che sarebbero sparite. «Di un fiore all’occhiello», dice Di Giovanni, «rimangono solo locali e strutture in abbandono con più di venti dipendenti senza lavoro. Sulla correttezza dei procedimenti che hanno determinato questa situazione e sulle ragioni per le quali non si è deciso ancora di procedere a una nuova gara sono in corso approfondimenti sui quali la commissione si riserva». «Sul mattatoio è in corso un’indagine e vedremo come finirà», ribatte Di Primio.
«Ci sono poi le vicende relative alla gestione della piscina comunale e all’assegnazione degli impianti sportivi Sant’Anna e Celdit: anche in questi casi», dice Di Giovanni, «i procedimenti tra ombre e confusione rendono necessaria una fase di approfondimento. Tutte queste richieste inevase potrebbero ingenerare il dubbio, nei più maliziosi, che se le carte non escono facilmente, allora, il loro contenuto potrebbe essere imbarazzante». (p.l.)

