Maturità, studenti soddisfatti: «Prima prova senza difficoltà» 

I candidati mostrano ottimismo dopo aver svolto lo scritto di italiano: «Ci siamo sentiti preparati» Oggi il test diverso a seconda del tipo di scuola, i ragazzi: «È quello che temiamo maggiormente»

CHIETI . Sono le 13,10 quando lungo corso Marrucino si apre la porta del Classico “Vico”. Dal liceo esce un ragazzo: occhiali, camicia blu, zaino in spalla e il volto piuttosto disteso. Sembra tranquillo. Si chiama Stefano Mincone ed è il primo degli studenti della storica scuola teatina. È solo uno dei 3.262 maturandi della provincia di Chieti. Le sue parole confermano le nostre impressioni: «Le tracce erano abbastanza semplici», dice, «ho scelto il brano del libro di Liliana Segre». Sembra soddisfatto e resta davanti all’istituto in attesa dei suoi amici. Nel frattempo pensa già al secondo scritto, in programma stamattina. C’è latino: «Credo che possa uscire uno tra Seneca e Quintiliano», aggiunge Stefano, «io spero nel primo». Trascorrono pochi minuti e dalla porta del Vico spuntano altri due maturandi, sono proprio gli amici che Mincone attendeva. Sorridenti, sembrano essersi scrollati di dosso un peso: «Come è andata? I temi erano fattibili, abbiamo avuto modo di affrontarli al meglio», dice Giorgio Nanni che ha con sé la maglia della squadra di calcetto, quasi come un talismano. Ha scelto il testo di Segre ma domani, (oggi per chi legge, ndr) «sarà più difficile perché con la didattica a distanza non abbiamo avuto modo di tradurre molto. In cosa spero? Mi auguro ci venga proposto Tacito». Lui e Seneca sono due degli autori che si attende anche Francesco Capodifoglio: «Il primo scritto è andato bene», ammette, «ho scelto Segre. Le tracce non erano particolarmente complicate».
Seduto a un tavolino di un bar dopo aver concluso la sua prova, Vincenzo Bertozzi, del liceo linguistico e delle scienze umane Gonzaga, si confronta con gli amici. «Mi ritengo soddisfatto della prova, personalmente mi sono cimentato con il tema della musica, a partire da un brano tratto da “Musicofilia” di Oliver Sacks. Ora c’è la quella di inglese: «Ho delle belle aspettative. Dopo la maturità? Mi iscriverò a Scienze motorie». È la stessa facoltà che ha deciso di frequentare Francesco Petaccia, dell’istituto paritario Nikola Tesla, per l’indirizzo scienze umane: «Mi sono soffermato sul testo espositivo relativo a web e social», dice. La sua amica, Sveva Sbrollini, è ottimista: «È andata molto bene, mentre la seconda prova sarà quella più difficile». Cristina Stasi l’ansia la riserva tutta per il secondo scritto dopo il compito di italiano sull’argomento dell’iperconnessione che l’ha vista «abbastanza tranquilla». Jessica Difato ha preferito affrontare il testo argomentativo sul Covid: «Spero sia andata bene», commenta all’esito della prima giornata d’esame, «mi sono soffermata anche sulle mie esperienze personali e su come io abbia vissuto la pandemia».
Alessandro Abate è del liceo Gonzaga e ha optato per il testo di Segre: «Mi sono trovato a mio agio, anche perché la storia è una materia che mi piace», rivela. «Con la prova di inglese credo che la difficoltà sarà maggiore, mentre quella orale non mi preoccupa». Il post Maturità per lui è ancora da scrivere: «Spero nell’ingresso a Fisioterapia, se così non dovesse essere proverò con Scienze motorie». Ha frequentato il liceo scientifico “Masci”, invece, Chiara Trovarelli, che ha optato per la novella di Giovanni Verga: «Mi ritengo soddisfatta», commenta, «ero agitata ma credo che domani (oggi, ndr) lo sarò ancora di più. Matematica è una materia che mi spaventa». Sul suo futuro ha le idee molto chiare: «L’obiettivo è rientrare a Medicina ma ho anche un piano B, che riguarda Biologia o Biotecnologia». Diventare medico è pure il sogno di Valentina Patruno, per cui la prima prova «è andata bene, ho scelte il testo di Liliana Segre. La seconda, invece, mi preoccupa e ancor di più mi spaventa l’orale». Da un liceo all’altro, Asia Carchesio del Vico ha scelto le conseguenze del Covid: «Credo di aver svolto una buona prova», dice davanti alla scuola. «La seconda prova mi fa paura, mentre l’orale no». L’amica Elena Trivellone ha deciso di affrontare il tema sull’impatto della musica nella vita di tutti i giorni: «Penso che questa fosse la prova più tranquilla. È la seconda prova che mi fa paura».
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