Maxi debito per i rifiuti Consiglio tra le accuse

La transazione con la Pulchra da 870mila euro accende l’ultima seduta dell’anno Il sindaco: no ad attacchi, mando io le carte alla Corte dei conti. Scoppia la polemica
VASTO. Da un milione e 800mila euro a 870 mila euro. Via libera alla proposta di transazione che prevede il dimezzamento del debito del Comune nei confronti della Pulchra, ma in consiglio comunale volano gli stracci. Si è conclusa con l’abbandono virtuale dell’aula da parte dell’opposizione consiliare (centrodestra e Movimento 5 Stelle), l’ultima assemblea civica del 2020. Una riunione che verrà ricordata non solo per l’asprezza dei toni, ma anche per un’operazione su cui restano dubbi e che potrebbe essere attenzionata dalla Corte dei conti a cui lo stesso sindaco Francesco Menna – incalzato dalla minoranza – ha annunciato di voler trasmettere le carte. «Con questa transazione abbiamo fatto l’interesse pubblico», ha continuato a ripetere il primo cittadino di fronte all’opposizione che gli chiedeva conto di una serie di passaggi, «è un accordo molto conveniente per l’ente. Ora mi aspetto i controlli: sarò io stesso a mandare le carte alla magistratura contabile nella massima trasparenza». Hanno deciso di abbandonare virtualmente l’aula (la riunione si è tenuta in video-conferenza), sia i consiglieri del centrodestra, sia quelli del M5S che non hanno lesinato critiche. Il debito, risale ad un decreto ingiuntivo del tribunale che nel 2016 ordinò al Comune di pagare la somma di un milione di euro, di cui 634.280 a titolo di emolumenti per il consiglio di amministrazione e il collegio sindacale della Pulchra e i restanti 366.718 per servizi erogati e mai saldati. Il Comune fece opposizione ma un anno dopo fu dichiarata «improcedibile» perché presentata in ritardo da uno dei legali dell’avvocatura comunale, circostanza che sollevò polemiche a non finire. L’accordo sul quale il consiglio ha acceso il disco verde prevede la possibilità di estinguere il debito pagando quattro rate da 217mila euro l’una.
Ieri durante la discussione è emerso un particolare inedito: cioè che a suo tempo è stata attivata l’assicurazione, trattandosi di un errore professionale. «Se è stata attivata la procedura assicurativa perché di questo debito deve farsi carico il Comune e quindi i cittadini?», è stato l’interrogativo posto da Guido Giangiacomo (Forza Italia), mentre Vincenzo Suriani (Fratelli d’Italia), ha parlato di «operazione contro logica, contro le procedure e contro gli interessi dell’ente». Molto critica anche Dina Carinci del M5S.
Prima del dibattito sulla transazione Pulchra, il sindaco Menna aveva lanciato l’allarme sul Civeta, il Consorzio intercomunale di Cupello in cui il Comune di Vasto ha la maggioranza delle quote. «Il Civeta, la cui attuale governance è nelle mani della Regione, nella persona di un commissario straordinario, non deve perdere la sua autonomia, deve diventare un sub ambito provinciale», ha rimarcato Menna, «su questo grande tema dobbiamo dare battaglia e dobbiamo essere uniti». Sulla necessità di un fronte comune ha convenuto anche il consigliere del Pd, Luciano Lapenna.

