Maxi rapina a Sarni Oro Arrestati due ragazzi

Incastrati dai filmati delle telecamere. Il colpo fruttò mezzo milione
Il cerchio si stringe intorno alla banda della Giulietta rossa, che l’11 aprile del 2016 rapinò l’oreficeria Sarni, nel centro commerciale Pianeta. Sono stati identificati e arrestati, infatti, dai carabinieri del nucleo operativo di Vasto, altri due presunti componenti della gang. Le manette sono scattate ai polsi di Alessandro Colapietra 23 anni e Luigi Ermanno Bonaventura 28 anni entrambi di San Severo (Foggia). Sei mesi fa era stato arrestato un altro complice. A dare manforte ai carabinieri, sono state le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza. I due sono accusati di rapina aggravata in concorso, riciclaggio, detenzione e porto di armi nonchè incendio di autovettura.
LA RAPINA. La sera dell’11 aprile alle 20.50, 4 uomini mascherati, (tre con arnesi da scasso e uno armato di una pistola), piombarono all’interno dell’oreficeria “Sarni Oro”. In quel momento nel negozio c’erano due commesse. Poco più in là, numerosi clienti del centro commerciale intenti a fare la spesa. Il raid, durato pochi minuti seminò il terrore. La gang riuscì a portare via monili in oro per un valore complessivo di circa mezzo milione di euro. I rapinatori salirono a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta rossa guidata da un quinto complice che li attendeva con il motore acceso. Il conducente della Giulietta, prima di fuggire colpì sulla testa un cliente del centro commerciale che stava parlando al telefono, perché convinto che stesse chiamando le forze dell’ordine.
LE INDAGINI. I carabinieri acquisirono subito i filmati registrati dalle telecamere della gioielleria ,del centro commerciale Conad, e del Comune, riuscendo a ricostruire la via di fuga della banda della Giulietta rossa. «Dalle indagini abbiamo appurato che la Giulietta era stata nascosta in città. Infatti il 14 aprile, intorno alle ore 22, in località Codalfa è stata ritrovata una Giulietta rossa incendiata. L’auto era stata rubata a Termoli nel mese di febbraio 2016», racconta il comandante dei carabinieri di Vasto, il maggiore Giancarlo Vitiello. Il ritrovamento dell’auto carbonizzata confermò l’ipotesi investigativa. I militari decisero di controllare tutti i garage della zona, in particolare quelli in via Madonna Dell’Asilo e via Valloncello. Proprio in via Valloncello venne scoperta la rimessa presa in affitto da un componente la banda. I carabinieri trovarono diverso materiale, che confermava che quel locale era stato utilizzato dai rapinatori quale base logistica e per nascondere l’Alfa Romeo Giulietta. «Il materiale recuperato nel garage è stato inviato ai Ris di Roma affinché fossero eseguiti specifici accertamenti della sezione dattiloscopica e biologica», annota il maggiore Vitiello.
I RISULTATI. Il 1 luglio 2016, è stato arrestato Berardino D’Aloia, l’affittuario del garage. Gli accertamenti di laboratorio dei Ris sulle tracce biologiche e le impronte digitali hanno permesso di identificare qualche giorno fa Colapietra e Bonaventura. Il fascicolo è stato trasmesso al sostituto procuratore Gabriella De Lucia. Il magistrato ha richiesto la misura cautelare al Gip del Tribunale di Vasto che, ha emesso il provvedimento restrittivo. Non è stato facile però ritrovare i due. Dopo 3 giorni di ricerche, venerdi sera, i carabinieri di Vasto, sono riusciti a rintracciare entrambi a San Severo, I due si trovano ora nel carcere di Foggia a disposizione dell’autorità giudiziaria. «Non sono esclusi imminenti sviluppi», fanno sapere gli investigatori.

