Francavilla

Maxi rissa in piazza davanti ai bambini: sette indagati, chiesto un arresto

5 Novembre 2026

Francavilla, paura in piazza Sirena. Si fronteggiano due gruppi di giovani: calci, pugni e colpi di sedia, spunta anche un palo di ferro. Rischia i domiciliari il 30enne che ha minacciato i carabinieri: «Infami, vi sparo con la pistola»

FRANCAVILLA AL MARE. Calci, pugni, colpi di sedia, bicchieri che volano e persino un paletto di ferro usato come arma. A piazza Sirena, nel cuore di Francavilla al Mare, il panico si scatena davanti a tanta gente, comprese le famiglie con i bambini fuori a passeggio. Due gruppi di giovani si picchiano senza esclusione di colpi. Ma ora quei violenti, che «hanno messo a repentaglio l’incolumità dei cittadini», sono stati identificati dai carabinieri della locale stazione. Sono sette, tra i 17 e i 30 anni, tutti residenti nella cittadina adriatica, indagati per la rissa dello scorso 6 settembre. Per il più scatenato, il trentenne D.D.N., accusato anche di minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, la procura della Repubblica di Chieti ha chiesto gli arresti domiciliari o, in alternativa, l’obbligo di dimora a Francavilla con il divieto di uscire di casa dalle due di notte alle sette del mattino. Assistito dall’avvocato Gianluca Carlone, il principale indagato comparirà stamattina davanti al giudice Enrico Colagreco per l’interrogatorio preventivo.

LA RICOSTRUZIONE

Quella sera tutto comincia poco prima dell’una di notte. La titolare di un locale ferma una pattuglia per segnalare una lite violenta scoppiata dentro la sua attività fra due ragazzi. I carabinieri scendono dall’auto e fuori dal bar notano alcuni giovani già nel recente passato finiti nei guai con la giustizia. All’improvviso questi si spostano nel parcheggio adiacente e iniziano a darsele: volano spintoni, calci, pugni.

I militari si avvicinano per interrompere lo scontro. Nella mischia gli uomini dell’Arma provano a separare i contendenti principali, D.D.N. e un giovane di origine napoletana, ma vengono accerchiati con modi aggressivi da dieci o quindici persone.

Passa qualche secondo e i violenti si spostano ancora, stavolta all’angolo tra viale Nettuno e piazza Sirena. Qui D.D.N. afferra una sedia di legno del bar e la scaglia contro un rivale, colpendo sia lui che la fidanzata. Per tutta risposta, il giovane centrato sradica un palo di ferro dalla strada e lo lancia contro altri due “avversari”, raggiungendoli entrambi. Lo scontro si trascina allora davanti a Palazzo Sirena, dove i carabinieri, aiutati da alcuni ragazzi, riescono a dividere le fazioni.

LE MINACCE

La piazza è gremita. È in quel momento che D.D.N. urla contro i militari: «Sbirri infami, tanto mi conoscete, io sono pazzo, non ho niente in testa». E ancora: «Per voi finisce male, non vi avvicinate, lasciatemi stare, vi sparo con la pistola», mimando con la mano il gesto di un’arma puntata alla testa.

LE INDAGINI

Attraverso le telecamere del locale e quelle pubbliche del Comune di Francavilla, gli investigatori individuano «con assoluta certezza» tutti i partecipanti alla zuffa. Gli inquirenti sottolineano come, durante la violenza, in strada ci fossero ancora tante famiglie con bimbi al seguito: un episodio che ha generato un forte allarme sociale nella cittadinanza. Proprio alla luce della personalità del trentenne, il pm Falasca chiede la misura cautelare per D.D.N. perché non è «destituita di fondamento l’ipotesi che l’indagato, avvezzo alla violenza, possa consumare ulteriori delitti contro la persona e anche contro le forze dell’ordine». Ora la palla passa al giudice.