Maxi sequestro di prodotti pericolosi

8 Febbraio 2024

Chieti, blitz della guardia di finanza in un negozio: «Tolti dal mercato 1.500 articoli dannosi per la salute dei consumatori»

CHIETI. Oltre 1.500 prodotti ritenuti pericolosi per la salute pubblica. Sono stati scoperti dal comando provinciale della guardia di finanza di Chieti «nell’ambito di un piano mirato al contrasto e alla commercializzazione di prodotti nocivi per il consumatore».
In particolare, una pattuglia del servizio di pubblica utilità 117 del gruppo Chieti, coordinato dal tenente colonnello Vito Casarella, ha portato al sequestro penale di cosmetici, giocattoli, articoli sportivi e apparecchi elettrici, in un’attività commerciale di Chieti, articoli risultati sprovvisti dei requisiti di conformità e sicurezza, in palese violazione del Codice del consumo.
Le fiamme gialle hanno accertato «la presenza, nella lista ingredienti di alcuni articoli destinati alla cura della persona, del composto chimico Lilial (un’aldeide aromatica di sintesi denominata butylphenyl methylpropional) ritenuto reprotossico – ossia “dannoso per il sistema riproduttivo e per la salute del feto” – e pertanto vietato dal Regolamento Ue».
Al termine dell’ispezione, il titolare dell’esercizio, un cinese di 59 anni residente a Termoli (Campobasso), è stato denunciato a piede libero alla procura della Repubblica di Chieti per «detenzione e commercializzazione di prodotti cosmetici dannosi per la salute umana», reato che prevede la reclusione da uno a cinque anni e una multa non inferiore a 1.000 euro.
È partita anche la segnalazione alla Camera di commercio per l’adozione della sanzione amministrativa stabilita da 516 a 25.823 euro. Il comandante provinciale delle fiamme gialle, colonnello Michele Iadarola, ha evidenziato: «Questi risultati di servizio confermano l’elevato e costante livello di attenzione della guardia di finanza nel contrastare la diffusione di prodotti non conformi agli standard di sicurezza, garantendo la tutela della salute dei consumatori nel contesto di un mercato legalmente competitivo ed esente da pratiche che esasperano il concetto del “prezzo basso, massimo profitto”». (g.let.)
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