Maxi truffa alla Honda, altri due a giudizio

19 Febbraio 2019

Atessa. La loro posizione stralciata per motivi di salute: c’è anche l’accusa di associazione a delinquere

LANCIANO. Giovanna Piera Maesa, 63 anni, e Antonio Di Francesco, 64 anni, andranno a processo per la presunta maxi truffa ai danni della Honda di Atessa, per circa 10 milioni di euro avvenuta tra il 2007 e il 2012.
Il giudice per le udienze preliminari Riccardo Audino, ha infatti rinviato a giudizio al 29 maggio i due la cui posizione era stata stralciata, per motivi di salute, nell’udienza preliminare dell’ottobre scorso, quando a processo sono stati rinviati l’ex vicepresidente Honda Silvio Di Lorenzo, 68 anni, i figli Matteo Romolo, 40 anni, e Francesco, 37 anni, Di Lorenzo, e i manager di aziende dell’indotto Honda, Pietro Rosica, 59 anni, e Gabriele Domenico Scalzi, 49 anni. Ma, a differenza di questi 5, il giudice Audino a Maesa e Di Francesco ha contestato l’associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni della Honda, accusa da cui il giudice Marina Valente aveva invece assolto gli altri 5 imputati a processo per truffa aggravata. Ora spetterà alle rispettive difese studiare le strategie giuste e capire se riunire i fascicoli o meno.
A sollevare il caso fu la Honda che nell’estate 2014 denunciò l’ex vice presidente (dal 1982 al 2012) Di Lorenzo al Tribunale delle imprese dell’Aquila. Poi presentò una denuncia penale, con un dossier da 70 pagine, alla Procura di Lanciano, per presunti danni subiti dalla gestione, ritenuta infedele, del suo ex vicepresidente che provocò danni e perdite per circa 10 milioni di euro.
Secondo il sistema ricostruito dalla Procura e dal Nucleo di polizia tributaria della guardia finanza di Chieti che fece le indagini, Di Lorenzo si sarebbe costruito, assieme ad altri soci, ingiusti profitti sulle spalle della Honda. Avrebbe assicurato servizi e la fornitura di beni alla multinazionale da società che facevano capo a lui, ai familiari.
A processo, il 12 marzo ci saranno i primi cinque rinviati a giudizio, il 29 maggio, invece, toccherà a Maesa e Di Francesco. (t.d.r.)
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