Mazzocca boccia l’inceneritore «Ho archiviato il progetto»

LANCIANO. L’inceneritore in Val di Sangro non si farà. A rassicurare le popolazioni è il sottosegretario alla Regione, Mario Mazzocca: «La Regione Abruzzo si appresta ad archiviare, nelle forme di...
LANCIANO. L’inceneritore in Val di Sangro non si farà. A rassicurare le popolazioni è il sottosegretario alla Regione, Mario Mazzocca: «La Regione Abruzzo si appresta ad archiviare, nelle forme di legge, il progetto di costruzione di un impianto di pirogassificazione dei rifiuti in località Brecciaio-Colle Campitelli», scrive Mazzocca in una nota e aggiunge:«Alla luce della infruttuosa decorrenza dei termini dell’ultima proroga concessa dal competente servizio, ho personalmente provveduto a invitare i responsabili del Servizio valutazione ambientale, oltre che il presidente del Comitato Via, a voler procedere, senza indugio alcuno, a disporre l’archiviazione della pratica».
Del progetto se ne venne a conoscenza ad agosto 2015. La notizia portò alla costituzione di un comitato (No inceneritore in Val di Sangro), alla mobilitazione di sindaci, all’impegno di associazioni e movimenti. A novembre dello stesso anno, un imponente manifestazione, a Lanciano, rese manifesta la volontà popolare. Si trattava di una struttura biomassa/inceneritore da 26 MWt che poteva trattare 33mila t/anno di rifiuti e 52.560 t/anno era la capacità di trattamento. Alla fine si sarebbero prodotti gas (syngas: 1% d’idrogeno solforato, 8% di monossido di carbonio), olio (synoil: 1% di zolfo, idrocarburi policiclici aromatici) e carbone (chair: 80% amorfo, cosiddetta feccia che contiene cloro [che è la base della diossina] nella componente volatile; 18% ceneri, ossidi metallici; 2% idrogenuri e solfuri), combustibili che poi saranno bruciati per alimentare 24 ore su 24 una turbina a vapore per la produzione di energia elettrica. Il 30 maggio scorso, il responsabile del Servizio valutazione ambientale invia una nota in cui intima all’azienda proponente di integrare il progetto con alcuni documenti. Trenta giorni dopo i documenti integrativi non arrivano ma arriva, il 4 luglio, quindi oltre il termine imposto, una richiesta di sospensione del procedimento fino al 31 dicembre 2017. Il Via però ne concede solo ulteriori 90 giorni. «Il termine ultimo per l’acquisizione di detta documentazione integrativa, da informazioni assunte presso gli uffici regionali, è spirato oggi (il 5 ottobre, ndc) senza riscontro alcuno», sostiene Marzocca che aggiunge: «Ho constatato di persona la fondatezza delle ragioni di chi si opponeva alla costruzione di un siffatto impianto in una zona contigua a due Sic “Lago di Serranella” e “Bosco di Mozzagrogna”. Inoltre la Regione sta investendo ingenti risorse per ammodernare l’impiantistica pubblica per il recupero e il riciclo dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, unica modalità compatibile con una moderna concezione di economia circolare».
Matteo Del Nobile
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