Medici dimezzati a nefrologia Disagi per i malati

14 Settembre 2015

Sono solo tre in servizio al Renzetti e 13 negli altri sette centri dialisi della Asl. Lettera-testimonianza di una famiglia

LANCIANO. La nefrologia dell’ospedale Renzetti è in sofferenza. In servizio ci sono solo tre medici, la metà di quelli necessari. Dottori che si fanno carico, a fatica, dell’enorme mole di attività che riguarda il reparto, la dialisi, le consulenze in pronto soccorso e nelle altre unità operative. Una situazione limite che non migliora negli altri centri dialisi della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, che quindi non possono “andare in aiuto” del Renzetti visto che hanno carenze interne. In tutto, come sottolineato dal presidente dell’Ared (Associazione regione Abruzzo emodializzati dialisi e trapianto) Giulio Bomba, nei sette centri dialisi Asl mancano 13 medici e diversi infermieri. Mancano anche i reni artificiali per chi deve entrare in dialisi e non può quindi farlo. Eppure nessuno si muove, nonostante le tante richieste di aiuto. A muovere le acque ci prova una lettera, spedita all’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci,al presidente Luciano D’Alfonso e al direttore generale della Asl Pasquale Flacco, da una donna di Civitella Messer Raimondo che racconta l’esperienza che sta vivendo da 8 anni a causa della malattia del marito, dializzato. Una lettera scritta col cuore, in cui ogni parola, ogni riflessione è un macigno per chi potrebbe fare qualcosa per i dializzati e i pazienti nefropatici e non si muove. «Sono parole che pesano per la politica», dice Bomba che si batte da anni per agevolare percorsi di cura per nefropatici, dializzati e trapiantati, «una lettera che fa capire che ognuno porta la sua croce e deve farlo con dignità, ma non è giusto che qualcuno vi poggi la propria mano per appesantire ulteriormente questo dolore».

LA TESTIMONIANZA. «La nostra è una storia lunga», scrive la donna, «che ci ha portato a varcare spesso la soglia dei nostri ospedali, ponendoci di fronte all’intricato mondo della sanità, alle sue difficoltà, ai suoi vuoti ed al suo pieno. Abbiamo visto ed apprezzato mani esperte agire in silenzio e che, accompagnando il corpo, hanno reso più lieve il cuore e meno greve il silenzio della malattia. Il mio appello è che queste mani siano salvaguardate, non trascurate e lasciate sole a fronteggiare troppi problemi. Consapevole delle difficoltà economiche che ci attraversano, un “razionamento” a prescindere non solo svilisce la dignità ed il valore della vita umana ma rappresenta un reale pericolo per la stessa tenuta economica. Lesinare su medici ed infermieri significa spostare le difficoltà su chi è meno protetto e tutelato». «Sono parole», riprende Bomba, «che rappresentano la nostra realtà fatta di carenze di medici, infermieri, ausiliari, medicine e strutture. Realtà che politica e Asl conoscono visto che il 19 giugno scorso, in occasione del consiglio comunale sulla sanità, ho illustrato la situazione dettagliata delle criticità vissute dai 7 centri dialisi del Chietino. Ma ad oggi abbiamo ancora la nefrologia del Renzetti in ginocchio, tanti pazienti che devono entrare in dialisi e non hanno posti rene per farlo». Nella Asl provinciale si contano oltre 3.600 malati cronici, con insufficienza renale, 315 dializzati, 125 trapiantati e 95 pre-dializzati. Malati che avrebbero diritto ad agevolazioni, come ad esempio poter fare una visita specialistica entro tre giorni dalla richiesta, di avere una ricetta annuale per esami che si ripetono periodicamente, ma non vengono applicate.

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