Medici sportivi di tutta Italia a Chieti

Alimentazione, disabili e certificati di idoneità fisica: ecco i temi del 30° congresso alla d’Annunzio
CHIETI. Sè è concluso ieri il 30esimoCongresso nazionale dell’A.Na.S.Me.S. (Associazione Nazionale Specialisti in Medicina dello Sport), che ha visto riuniti a Chieti medici sportivi di tutt’Italia, accumunati dall’essersi specializzati presso l’università D’Annunzio. Tra gli aspetti più interessanti affrontati, lo sport nei portatori di handicap, un problema con il quale sempre più spesso la medicina sportiva deve confrontarsi. O anche la corretta alimentazione di chi pratica sport. Il direttore sanitario della Lazio Calcio, Ivo Pulcini, ha per esempio ha ricordato che: «l'alimentazione di chi fa attività fisica in genere, a qualsiasi livello, non è molto dissimile dall'alimentazione bilanciata per una persona sedentaria». Pulcini ha messo in guardia anche contro il troppo facile ricorso a pillole di integratori; «I cibi sono costituiti da miscele di sostanze che possono favorire o ridurre l'assorbimento dei nutrienti essenziali, per questo l'assunzione di micro o macronutrienti puri, sotto forma di pillole, rischia di creare interferenze e squilibri nel loro corretto assorbimento».
PAlberto Costa (fisiatra ospedale Bussolengo,Verona) ha ricordato che è utile per tutti svolgere attività fisica di qualunque genere, anche spezzettata nell’arco della giornata, di 15-20 minuti, con intensità media, in cui la respirazione è almeno leggermente accentuata, come camminare velocemente o andare in bicicletta». Ma per Costa sono anche gli anziani che devono fare movimento «Ogni passo che allontana dalla inattività giova alla salute e non è mai troppo tardi iniziare».Med Non poteva poi non essere affrontato il problema delle certificazioni all’attività sportiva, dopo le tante modifiche che l’estate scorsa hanno riguardato i certificati non agonistici, e l’adeguamento dell’Abruzzo alle altre regioni, eliminando la completa gratuità delle visite agonistiche per i maggiorenni. «Le responsabilità per i medici sportivi chiamati a certificare sono enormi», dice Levino Flacco, organizzatore del congresso e direttore della medicina dello sport della Asl di Chieti, «e gli stessi utenti dovrebbero avvicinarsi con un approccio diverso alla visita di idoneità, che non dev’essere considerata una seccatura burocratica, ma un’utile opportunità per valutare il funzionamento della macchina umana davanti allo sforzo».
Marco Di Clemente
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