Medicina, test con 828 candidati «Non è mai tardi per provarci»

Una 27enne della Repubblica Dominicana tra le prime a consegnare: sono riuscita a rispondere a tutto Pareri diversi sulla difficoltà del quiz. C’è anche una 60enne: «L’età non conta, sogno il camice bianco»
CHIETI . Degli 890 iscritti sono stati in 828 a presentarsi alle prove di accesso ai corsi di laurea a numero programmato di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria al campus universitario di Chieti. Tutti a caccia di uno dei 216 posti disponibili per Medicina, 40 per Odontoiatria (più 6 posti riservati a studenti non comunitari residenti all’estero per entrambi i corsi). Per i futuri camici bianchi la prova è iniziata alle 13 e, dopo i 100 minuti, la prima candidata a uscire è stata un’aspirante radiologa di 27 anni della Repubblica Dominicana: «Ho risposto a tutto ma matematica e chimica mi sono sembrati più difficili». Rispetto ai test dell’anno scorso, hanno confermato alcuni candidati, le prove sono state più semplici. «Era più fattibile», ha ammesso Antonio Massetti, 29 anni, tecnico di laboratorio che vorrebbe studiare Medicina per «migliorare dal punto di vista lavorativo e formativo». Ma c’è anche chi ha trovato il test più insidioso: «Era più complicato rispetto all’anno passato», ha affermato Giorgia Di Bussolo di Vasto, laureata in fisioterapia che vuole «curare le persone a 360 gradi». Dopo mesi di preparazione Corrado Cassani, 21 anni di Atessa, è contento della sua prova perché «mi ha dato la possibilità di esprimere tutto il mio impegno» e, dopo una laurea in filosofia, ora Corrado sogna il camice per poter arricchire gli studi precedenti. Quest’anno sono state le domande di biologia a mettere più in difficoltà i futuri medici. «C’era una domanda di biologia che richiedeva una particolarità su una malattia che a scuola di solito non studi», ha notato Alessia Di Clemente, di Pescara, che a 26 anni sogna un futuro nel reparto di oncologia. «Nonostante sono un biotecnologo, biologia mi ha messo in difficoltà», ha aggiunto Paride Di Febo, 27 anni, aspirante dermatologo.
Il test era composto da 60 domande a risposta multipla per Medicina e 76 per Odontoiatria. Per ogni risposta il punteggio può essere di -0,4, 0 o 1,5 punti. Molti sono i metodi utilizzati per rispondere al maggior numero di domande: «La strategia è rispondere solo alle domande di cui sei certo», ha aggiunto Di Bussolo. «Quelle sicure le ho messe e per altre tre ho usato il metodo Testbusters», ha spiegato Riccardo Mele, 21 anni di Brindisi, aspirante cardiochirurgo. «A quelle certe ho risposto ma mi sono concessa di rispondere anche a qualcuna su cui avevo il dubbio», ha proseguito Cecilia Addimilio, 26 anni, di Pescara. Nessun sbarramento anagrafico, né per l’accesso ai test né per la passione per la medicina. E a dimostrarlo concretamente è Emanuela P., 60 anni, psicologa psicoterapeuta di Pescara che ieri si è presentata ai test. «Voglio dire ai giovani che anche alla mia età si può fare ancora il medico», è stato il suo messaggio. La voglia di rimettersi sui libri non ha limiti: «È stata dura, però c’è tanta motivazione perché adesso sono certa di quello che voglio fare nella vita», ha affermato Imelde Genito che, a 39 anni e con una laurea in Odontoiatria, spera di specializzarsi in medicina di base. Molti erano i neodiplomati presenti ma, ha concluso Emanuela P., «molti giovani tentano il test senza sapere effettivamente che lavoro vorranno fare da grandi. A 18-20 anni non si è ancora preparati a sapere cosa si vuole. Questi giovani hanno bisogno di conferme».
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