Medico e usciere «Non sono furbetti»

CASOLI. «I due operatori dell’ex ospedale Consalvi, tacciati di essere “furbetti del cartellino”, sono tra i più produttivi della azienda. Lo dicono documenti Asl che, presentati al giudice per le...
CASOLI. «I due operatori dell’ex ospedale Consalvi, tacciati di essere “furbetti del cartellino”, sono tra i più produttivi della azienda. Lo dicono documenti Asl che, presentati al giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa, hanno fatto sì che questi rigettasse la richiesta degli arresti domiciliari e l’interdizione dai pubblici uffici chiesti dalla Procura. Vedremo quindi in udienza preliminare come andranno le cose per i miei assistiti». Sono le parole dell’avvocato Tommaso Troilo, che rappresenta G.C., casolano e centralinista-usciere del presidio, e la dottoressa O.P., di Chieti, accusati entrambi di truffa aggravata e falso.
I due, per la Procura, sarebbero un esempio di furbetti del cartellino. In base alle indagini condotte dai carabinieri della polizia giudiziaria della Procura e coordinate dal procuratore capo facente funzioni Rosaria Vecchi, medico e usciere avrebbero indotto in errore, da febbraio a ottobre 2016, la pubblica amministrazione sul regolare svolgimento dei turni di servizio. G.C., infatti, possedeva il cartellino marcatempo della dottoressa, che lui timbrava anche quando quest’ultima non c’era oppure arrivava più tardi a lavoro.
«Il danno erariale non è contestato», precisa ancora l’avvocato Troilo, «non si tratta di truffa perché la dottoressa poi si soffermava di più sul posto di lavoro. La Procura contesta due episodi in cui la dottoressa entra tardi, ma non si rileva l’uscita avvenuta oltre l’orario solito, poiché in effetti le ore di lavoro erano state correttamente svolte. Infatti i due operatori», rimarca il difensore, «hanno la produttività più alta in azienda, segno che non sono dei furbetti ma, anzi, lavorano bene. Per questo il giudice ha respinto le richieste di arresto e interdizione avanzate dalla Procura. Adesso vedremo in udienza il da farsi». Dal suo canto la Procura insisterà su truffa e falso, forte anche di indagini ambientali, videoriprese e documenti. La difesa dei due indagati, invece, punterà al proscioglimento da ogni accusa. (t.d.r.)
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