«Megalò 2, andiamo avanti Abbiamo tutti i permessi»

Il progettista Merlino: in arrivo 400 posti di lavoro, ristoranti e un mobilificio Conto alla rovescia per i lavori: non faremo concorrenza al piccolo commercio
CHIETI. «Non chiamatelo centro commerciale, perché tecnicamente non lo è. Si tratta di un parco commerciale che ha tutte le autorizzazioni per essere realizzato. Il primo permesso a costruire è del 2004: valeva sia per il Megalò che per il nuovo parco commerciale che è il suo completamento». L’ingegner Domenico Merlino, progettista dell’opera, presenta così il nuovo intervento edilizio che partirà lunedì prossimo a Santa Filomena. Il nuovo parco commerciale si chiamerà Mirò: «È un aggregato di media superficie e grande superficie di vendita. Ma non ci sono le gallerie commerciali come a Megalò. È un’altra cosa», dice Merlino che ha progettato sia Megalò 1 che Megalò 2. «Una volta andato a regime darà lavoro a circa 400 persone e non farà concorrenza né ai piccoli negozi teatini né a quelli già presenti al Megalò. Selezioneremo, cioè, quello che manca nel nostro territorio. Ad esempio da noi non c’è un negozio grande di mobili e così faremo arrivare un negozio internazionale di mobili. Manca un fai-da te più grande di quello che è a Megalò. La tipologia principale è quella dei prodotti per la casa. Ma ci saranno anche ristoranti tematici. Saranno sistemati intorno alla piazza centrale dell’area e quella sarà l’area di principale attrazione del futuro parco commerciale». È opinione consolidata che l’apertura del nuovo parco commerciale comporterà la morte di tanti piccoli negozi e botteghe cittadine. «Noi certamente staremo attenti a non portare attività commerciali che possano creare disagi ai commercianti teatini», ribadisce Merlino, «e comunque mi piacerebbe che la città di Chieti smettesse di guardare al Megalò come un nemico, ma lo vedesse, al contrario come una risorsa. Si dovrebbe cominciare a pensare, cioè, come fare per convogliare il città anche solo una piccola quota degli 8 milioni di visitatori l’anno che la momento fa registrare Megalò. Con il nuovo parco Mirò vogliamo aumentare le presenze e non certo prendendole da Megalò. Portarne una fetta anche a Chieti servirebbe a rilanciare la città stessa».
A marzo scorso Merlino aveva presentato alla commissione di Valutazione di impatto ambientale un progetto in riduzione: dai 30.500 metri quadrati di superficie si era scesi a 24.000. Ma la commissione Via ha bocciato il progetto. A questo punto Merlino ha ripreso il vecchio, quello più grande, che, a suo dire, aveva già tutte le autorizzazioni necessarie, sia da parte del Comune di Cepagatti che da parte di quello di Chieti. Mancavano solo le opere anti-allagamento. Che sono state appena terminate. Al costo di circa un milione di euro la famiglia Locatelli, vale a dire la Sile Costruzioni, si è accollata la realizzazione del rialzo dell’argine preesistente per 550 metri di lunghezza e i 700 metri di palancole metallica, la recinzione conficcata per 4 metri nel terreno e per 2 metri e 20 centimetri fuori che protegge il centro commerciale dalle alluvioni. Sono state realizzate anche delle porte vinciane che si chiudono automaticamente se il livello dell’acqua si alza troppo. Fatte queste opere, Merlino e Sile Costruzioni si sono sentiti autorizzati ad avviare i lavori. Il Genio Civile ha preso atto dei lavori realizzati e ha dato l’assenso con la semplice presa d’atto dei lavori.
Il Comune di Chieti, però, ha chiesto al Genio Civile di vedere la revoca dell’ordinanza del 2014 che sospendeva i lavori. Revoca che di fatto non c’è. «Anche noi avremmo preferito vedere l’atto revoca, visto che ci hanno sospeso con un’ordinanza», dice il progettista. «Noi comunque abbiamo fatto tutti i lavori che sono stati anche collaudati. Il collaudo è stato fatto da un ingegnere terzo: all’inizio avevamo chiesto alla Regione e al Genio Civile di indicarci il nome del professionista a cui affidare il lavoro, ma loro stessi hanno detto che non c’era bisogno che lo scegliessero loro, purché fosse un professionista estraneo all’azienda».
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