Megalò 2, il Genio Civile gela i costruttori

Il direttore Di Biase: «Non possiamo esprimere valutazioni sulla regolarità delle ripresa dei lavori». La palla ripassa ai Comuni
CHIETI. Il Genio Civile gela nuovamente i costruttori di Megalò 2. In una lettera inviata ai due Comuni di Chieti e Cepagatti, al presidente della Regione Luciano D’Alfonso e alla Sile, la società proprietaria del terreno, dice di non aver dato alcun via libera alle opere di realizzazione del nuovo parco commerciale. Perché, spiega il dirigente Vittorio Di Biase, non è compito dell’organo autorizzare o meno i lavori. Il proprio compito è solo quello di esprimersi sulla sicurezza idraulica dell’area che doveva essere assicurata attraverso la realizzazione di una serie di lavori che la Sile ha effettivamente portato a termine. Sul come sono state effettuate queste opere il Genio Civile dirà la sua dopo un sopralluogo, ma nulla potrà dire sulle autorizzazioni del nuovo parco commerciale Mirò, che non sono cosa che lo riguardano. Su questo aspetto dovranno esprimersi, invece, i due Comuni sulla scorta di quanto decretato dal comitato Via (Valutazione di impatto ambientale) della Regione. La lettera arriva dopo che lo scorso 24 gennaio il Comune di Chieti aveva scritto al Genio Civile per chiedere chiarimenti. E dopo che D’Alfonso aveva rilanciato l’allarme sulla «pericolosità ambientale» dell’area. Il 29 gennaio, Di Biase e il responsabile dell’Ufficio tecnico, Silvio Iervese, rispondono con la nuova lettera che, attraverso una riperimetrazione delle competenze degli enti, mette in sostanza fuori il Genio Civile dall’iter che può sbloccare o meno la realizzazione del nuovo intervento nei pressi del fiume Pescara. Il documento si apre confermando che il 17 gennaio «lo studio Merlino Progetti ha notificato l’ultimazione delle opere di messa in sicurezza idraulica eseguite dalla Sile». Lavori realizzati, sottolinea la lettera, «per dare esecuzione a ordinanze che hanno ad oggetto unicamente e solo il ripristino della sicurezza idraulica delle aree ove trova insediamento il Megalò». Le opere anti-allagamenti saranno ora oggetto di un «apposito sopralluogo» del Genio Civile, da fare «in contradditorio con la Sile Costruzioni, al fine di verificare che le risultanze di collaudo e l’ultimazione dei lavori siano tali da poter revocare la sospensione degli stessi, disposta solo e unicamente per ragioni di sicurezza idraulica. Nessuna valutazione», si sottolinea, «può essere espressa dallo scrivente sulla regolarità della ripresa dei lavori con riferimento alla vigenza dei titoli autorizzativi rilasciati da codeste strutture competenti per materia. Altresì, con la presente si torna di nuovo a demandare ai Comuini di Chieti e Cepagatti di accertare se sussistono motivi ostativi alla ripresa dei lavori in virtù dei titoli autorizzativi precedentemente rilasciati dagli enti competenti, anche alla luce di quanto emerso a seguito del Comitato Via del 21 dicembre».

