Megalò, oggi la prima di Maccio e la Ferilli

25 Febbraio 2017

Omicidio all’Italiana, serata di gala per il film girato a Chieti Tra gli invitati anche Torello diventato attore a 93 anni

CHIETI. Chi sono i volti teatini ripresi sui set di Omicidio all’Italiana? Impossibile elencarli tutti. Ma una cosa è certa: si incontreranno questa sera nelle sale del centro commerciale Megalò, per l’anteprima assoluta del nuovo film di Maccio Capatonda, al secolo Marcello Macchia. Inutile stare a ricordare il legame stretto con Chieti che Capatonda ha sempre avuto, come quello che ha conservato una delle sue spalle principali, Luigi Luciano, in arte Herbert Ballerina. Ivo Avido, ossia Enrico Venti, poi, a Chieti ci è nato. E insieme ai due, si è messo a ricercare comparse e figure speciali soprattutto nella sua città. Fino a portare qui, in anteprima riservata ai collaboratori, un film che uscirà il prossimo 2 marzo in almeno 400 sale. E così i volti di Chieti si rincontreranno pure in tutti quei cinema sparsi in giro per l’Italia. Ma una è la domanda, che va da sè, rivolta ad alcuni di quei teatini diventati personaggi del lungometraggio: come è andata su quei set, allestiti tra Chieti, Corvara e comuni abruzzesi? Primo fra tutti a rispondere è Nicola Torello, 93 anni portati alla grande: «Ho rappresentato tre parti nel film, ma mi hanno tenuto sempre in prima linea, considerando anche la mia età» dice. Contando pure che a giugno Torello sosterrà l’esame di maturità nel liceo Gonzaga «quello che una volta era l’istituto Magistrale» ricorda. E continua: «Lo staff andava cercando una persona anziana di un certo tipo e Marco Di Paolo (il consigliere comunale di Fratelli D’Italia) gli fece vedere la mia foto scattata con gli studenti della scuola», continua, mentre gli scappa una risata benevola, «poi ho fatto dei provini e mi hanno preso. Ho girato quasi un mese sul set di Corvara, sono stato lì una quindicina di volte. A dir la verità faceva pure freddo». Ma il dinamismo di Torello si trasforma ancora in solidarietà, dal momento che devolverà il compenso per le riprese in beneficenza, a sostegno delle popolazioni delle isole Comore «che si trovano tra il Madagascar e il Mozambico» ricorda. E poi Leo Petaccia, lui ha 80 anni: «Ho riportato tutto l’accaduto in delle poesie. Dove descrivo anche come sono i tre registi. E le ho regalate alla capo costumista, una signora di Milano, prima che i testi finissero su facebook», ricorda con orgoglio Pettaccia, che ribattezza gli attori «citrullari». Il paese dove è ambientato il film, d’altronde, si chiama Acitrullo: «Quella che ho scritto è una gag dedicata a tutti quelli sui set», continua l’ottantenne, «sono l’attore principale del cast degli anziani. Ho avuto un sacco di parti. E tutto il film gira intorno ad una contessa morta». In scena anche Giancamillo Marrone, regista e direttore artistico del Piccolo Teatro dello Scalo: «Ho fatto quattro pose di figurazione speciale, interpreto il ruolo di un giornalista d’assalto», svela Marrone, «una bellissima esperienza. Devo ricordare la genialità di Maccio, anche nel fiutare il momento giusto per questo film». Con lui anche altri due attori, Stefano Di Salvatore del Piccolo e Giovanni Adriani. Poi anche il responsabile commerciale della Rodrigo, Luca D’Alessio, che rubò uno scatto insieme a Sabrina Ferilli a Corvara. Impossibile dimenticare infine Christian Iansante, doppiatore di fama internazionale.

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