Megalò: pistola puntata contro il vigilante

22 Novembre 2014

Commando di sette banditi entra nel centro commerciale con il Suv, poi aggancia il bancomat che viene sradicato e trascinato via

CHIETI. Entrano nel centro commerciale Megalò a bordo di un Suv Bmw X5, dopo aver sfondato due porte antipanico, agganciano il bancomat della Banca dell’Adriatico con una fune che poi legano al gancio di traino dell’auto e portano via il bancomat che conteneva 80mila euro di banconote. Tutto in cinque minuti. Erano le due circa della notte tra giovedì e venerdì. Il centro commerciale naturalmente è chiuso. Sono terminati da poco gli ultimi spettacoli al cinema. Ci sono tre persone. Un operaio romeno, un vigilante e un altro vigilante che è in una sorta di cabina di regia. Con soli due monitor che non si accorge di niente perché in quel momento le immagine stanno inquadrando altri punti del centro commerciale. L’operaio sta lavorando su un tubo. La porta laterale del Megalò, quella davanti alla fermata del bus navetta, è aperta. Come è aperta quella principale davanti alla fontana. L’allarme è stato disattivato. Il Suv di colore grigio metallizato arriva a velocità sostenuta. Dal Bmw scende un uomo dal volto travisato con una mascherina di quelle antipolvere. In mano stringe la pistola. L’operaio spaventatissimo scappa verso l’ingresso prinicipale, mentre il vigilante sta fermo sotto la minaccia dell’arma.

Intanto gli altri agganciano il bancomat, che si trova tra l’operatore telefonico “3” e il negozio di abbigliamento Pellizzari, lo trascinano via dalla parte da dove sono entrati e una volta fuori lo caricano su una Fiat Fiorino.

A tutta velocità guadagnano la strada per Rosciano, dove il Bmw X5, che ai controlli risulterà rubato nel Lazio, viene ritrovato dentro una rimessa. Lì senza dubbio un complice sta aspettando il commando con una macchina pulita.

Nel frattempo il giovane operaio che è scappato ha avvertito il vigilante della cabina di regia, che al momento della rapina sembra si fosse assentato qualche minuto per andare in bagno. Una volta ritornato a sua volta ha chiamato il 113. I poliziotti sotto il coordinamento del vice questo Francesco Costantini, vanno sul luogo del colpo per procedere ai rilievi.

Sul pavimento evidenti appaiono i segni del bancomat trascinato e degli pneumatici del Suv. Vengono ascoltati i testimoni e controllate le telecamere. L’operaio che da anni lavora nella ditta che provvede allo spurgo di alcuni pozzetti è ancora molto spaventato.

I 34 impianti di videosorveglianza non hanno registrato nulla perché sono a presa diretta. I gestori del centro commerciale dicono che una diversa soluzione è inattuabile e perché contro la riservatezza.

I lavori che possono essere eseguiti solo di notte sono in corso da circa una settimana e dureranno altri sette giorni. Senza sistema di allarme attivato, con impianti di videosorveglianza a presa diretta, due porte di ingresso aperti, i banditi hanno potuto pianificare con tutta calma il colpo. Forse se dei lavori fossero state avvertite le forze dell’ordine, i rapinatori avrebbero avuto qualche problema in più. Intanto già da oggi i testimoni verranno ascoltati dalla polizia con più attenzione.

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