«Meglio il carcere che la mia fidanzata»: pizzaiolo arrestato

Fabrizio Fasoli, teatino di 26 anni, è evaso dai domiciliari: «Non ce la facevo più a stare con lei». Ora è finito in cella
CHIETI. «Meglio in carcere che a casa con la mia compagna». Fabrizio Fasoli, 26 anni, pizzaiolo teatino disoccupato, ai domiciliari per un furto messo a segno allo storico ristorante La casina dei tigli, ha risposto così quando i carabinieri lo hanno sorpreso fuori dal suo palazzo. Inevitabile l’arresto per evasione. E ieri, dopo un giorno trascorso in camera di sicurezza con annessa aggressione a un militare, per Fasoli è stato disposto il ritorno in cella. «È totalmente riottoso alle regole della convivenza civile», riassume il giudice Enrico Colagreco nell’ordinanza con cui accoglie la richiesta del pm d’aula Natascia Troiano.
L’ENNESIMA EVASIONE
Tutto comincia due giorni fa. Le sei del mattino sono passate da pochi minuti quando al 112 arriva la segnalazione di una lite in famiglia in corso in una casa di viale Europa. La richiesta d’aiuto è della fidanzata di Fasoli. Sul posto, nel giro di pochi minuti, arrivano i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Chieti. La pattuglia trova il 26enne sul marciapiede davanti all’appartamento: è visibilmente agitato e racconta di essere sceso in strada dopo aver avuto una discussione con la compagna. «Non ce la facevo più», ripete con insistenza, spiegando di non tollerare più quella convivenza forzata e di voler scontare la sua pena in una cella. La conferma del litigio arriva anche dalla donna, che racconta come – in precedenza – Fasoli abbia sfogato la rabbia scagliando diversi pugni sul muro della cucina e contro un armadio. Che il suo racconto sia veritiero lo dimostrano le nocche ancora insanguinate del pizzaiolo e le tracce ematiche ben evidenti sulla parete. Ma la donna non è sola in casa: nell’appartamento c’è anche un uomo, con precedenti per droga, uscito dal carcere il giorno prima. Fasoli non riesce a calmarsi. Tant’è che, in uno scatto d’ira, danneggia il braccialetto elettronico strappandoselo dalla caviglia sinistra e scaraventandolo sul pavimento dell’androne del palazzo.
L’AGGRESSIONE
Il pizzaiolo viene portato in caserma. E anche qui, dopo essere stato dichiarato in arresto, continua la sua sfuriata. Mentre i carabinieri lo accompagnano in cella di sicurezza, Fasoli tenta di aggredire due militari: un appuntato interviene per difendere i due colleghi e rimane ferito a una mano. A quel punto, alle accuse iniziali di evasione e danneggiamento per i fatti avvenuti in viale Europa, si aggiungono anche resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Fin qui, la cronaca dell’arresto.
L’UDIENZA
Ieri mattina, in tribunale, Fasoli – assistito dall’avvocato Enzo Di Lodovico – si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma deve aver cambiato idea sulla convivenza forzata, visto che il suo difensore ha chiesto il ripristino dei domiciliari a casa della ragazza, che aveva dato la disponibilità ad accoglierlo nuovamente. Troppo tardi: Fasoli, da ieri sera, è rinchiuso nel carcere romano di Regina Coeli.
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