Melilla interroga il ministro del Lavoro

7 Aprile 2016

CHIETI. Il caso Dayco esce fuori dai confini teatini e arriva a Roma, sui banchi del Parlamento. A portare all’attenzione della Camera dei deputati le vicende interne allo stabilimento teatino dell’a...

CHIETI. Il caso Dayco esce fuori dai confini teatini e arriva a Roma, sui banchi del Parlamento. A portare all’attenzione della Camera dei deputati le vicende interne allo stabilimento teatino dell’azienda che produce cinghie di trasmissione in gomma destinate agli autoveicoli di case prestigiose e che proprio a Chieti ospita anche la sede direzionale, è l’onorevole pescarese di Sel, Gianni Melilla, che firma una interrogazione a risposta scritta sulla sospensione della intera rappresentanza sindacale unitaria dello stabilimento teatino. L’interrogazione è stata indirizzata al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

«Alcuni giorni fa», scrive Melilla, «a seguito di una nota sindacale firmata dalle rsu della Dayco, azienda di Chieti che impiega circa 300 dipendenti, che entrava nel merito della gestione aziendale riferendosi ad essa in termini critici, i vertici aziendali hanno convocato i sei membri della rappresentanza sindacale unitaria.

A quanto riferiscono i sindacati è stata comunicata una lettera di contestazione in cui il vertice aziendale ha illustrato le proprie ragioni sottolineando che, come prevede il contratto collettivo nazionale di lavoro, avrebbero dovuto rispondere nell’arco di cinque giorni, con le proprie giustificazioni. Contestualmente a questo percorso, è stato comunicato ai lavoratori che l’intera rsu sarebbe stata sospesa dal lavoro. I sindacati chiariscono che la rsu della Dayco è stata votata dal 97% dei lavoratori. L’iter ora prevede l’apertura di un tavolo di conciliazione». L’onorevole chiede a Poletti, «se non intenda intervenire per il ripristino di corrette relazioni sindacali evitando dannose drammatizzazioni e discriminazioni nei confronti dei rappresentanti sindacali».