«Meloni insultata, tradimento alle donne»

23 Febbraio 2021

Il Comitato pari opportunità dell’Ordine degli avvocati: la nostra rivoluzione parte dalle parole

CHIETI. «L’umanità tradisce le donne e non le tradisce solo con i plurimi episodi di violenza e femminicidi a cui assistiamo quotidianamente, ma anche con vicende come quella che ha interessato l’onorevole Giorgia Meloni, offesa pubblicamente dal professor Vincenzo Gozzini». Sugli insulti alla leader di Fratelli d’Italia interviene il Comitato pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Chieti, guidato da Monia Scalera. «Ci hanno abituato che l’accostamento delle donne a degli animali è normalità, che alcune attività siano ontologicamente in contrasto con la figura femminile. Fischi, appellativi, apprezzamenti volgari accompagnano la vita delle donne. Le parole hanno un peso... e nelle vicenda che ci occupa hanno il peso specifico della discriminazione, degli stereotipi banali che tendono a svilire la figura femminile, con una violenza verbale che mette all’angolo al pari di quella fisica», recita una nota del Comitato composto dalla presidente Scalera e da Lara Di Paolo, Simona Staffieri, Giovanni Angelucci, Massimo Di Rocco, Marialuisa Campanella, Omar Sanelli, Rita Di Falco, Cristiano Zulli, Maria Adorante e Gabriella Luccitti. Il Cpo continua: «Un linguaggio sessista avallato e aggravato dal fatto che chi l’abbia utilizzato è preposto all’educazione e alla formazione delle nuove generazioni. Micro e macro aggressioni verbali che devono essere spezzate, interrotte, svilite. Un linguaggio (in)consapevole che fa viaggiare la discriminazione attraverso le parole ed è più subdolo forse anche di una aggressione vera e propria». Questa, allora, è la missione: «Alle istituzioni, ai nostri Cpo la sfida ambiziosa di educare alla gentilezza, al ritorno eterno delle parole dette che lasciano un segno positivo, capaci di farci incontrare e tenerci avvinti al rispetto e all’amore. È solo con l’impegno di ognuno di noi che ciascuna donna potrà essere sfiorata, illuminata, travolta e accarezzata da parole che ne evidenzino la propria unicità e parità alla figura maschile. Appare superfluo specificare che il Cpo di Chieti prende le distanze da questo episodio, da questo linguaggio e si schiera apertamente dalla parte delle donne e di tutte le vittime di discriminazioni. Ricordiamoci sempre che siamo le parole che usiamo e la rivoluzione del nostro Cpo comincia proprio da qui».