Menna bocciato su Pollutri È caccia ai franchi tiratori

In 5 votano con la minoranza la mozione per revocare l’incarico al coordinatore L’opposizione: maggioranza azzoppata. Forte: vendetta grazie al voto segreto
VASTO . Caccia aperta ai cinque “franchi tiratori” della maggioranza, tanto nervosismo nella compagine di centrosinistra ma nessuna dichiarazione ufficiale. Bocche cucite e tanto imbarazzo in Comune all’indomani della clamorosa votazione a scrutinio segreto sulla mozione che impegna il sindaco Francesco Menna a revocare il contratto individuale sottoscritto con Angelo Pollutri, coordinatore del suo staff e presidente del consiglio di amministrazione delle Autolinee Cerella, incarico che lo renderebbe incompatibile con il ruolo di dipendente comunale. Tace il sindaco che, sebbene interpellato, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Si astiene da commenti anche Pollutri.
Quest’ultimo, raggiunto telefonicamente, si è limitato a dire di essere una «persona libera, rispettosa della politica e delle istituzioni. Parlerò quando sarà il momento». Ieri l’argomento ha tenuto banco negli ambienti politici cittadini. Il documento proposto da Alessandro D’Elisa (gruppo misto) è passato con 13 voti favorevoli, nove contrari e due schede bianche. Significa che cinque consiglieri di maggioranza (ma qualcuno parla di sei) hanno votato per la revoca dell’incarico a Pollutri. Una votazione che potrebbe non avere alcuna ripercussione pratica, ma che si presta ad una lettura politica. Ora, se è vero che il primo cittadino non è tenuto a dare seguito a quanto approvato in consiglio, come hanno sottolineano alcuni esponenti del Pd, è altrettanto vero che Menna non può ignorare il messaggio venuto fuori dalla sua maggioranza, dove qualcuno è tornato ad invocare la verifica amministrativa chiesta già all’indomani della nascita del nuovo gruppo consiliare “Patto con Vasto”. Insomma, la mozione su Pollutri si è trasformata in una cartina al tornasole per la coalizione di centrosinistra che, a distanza di appena un anno dalle elezioni comunali, mostra già i primi cedimenti. Il dato politico incontrovertibile è che oltre un terzo della maggioranza ha votato con l’opposizione e contro una scelta fiduciaria del sindaco, anche se non manca chi parla di «vendette personali». «Francesco Menna non è andato sotto su un argomento importante o pregnante per le sorti della città», è l’analisi che il presidente del consiglio comunale Giuseppe Forte affida al blog da lui diretto, «la sua maggioranza si è divisa su un voto espresso su una persona che, probabilmente, con il suo carattere ed il suo modo di fare non è riuscito a conquistarsi le simpatie di tutti e quindici i consiglieri di maggioranza». Lo stesso Forte li definisce «franchi tiratori» e sostiene che chi ha votato a favore della mozione «si è voluto vendicare con Pollutri approfittando del voto segreto». Diametralmente opposta la lettura del centrodestra che porta a casa un altro importante risultato. «La mozione è un chiaro invito al sindaco Menna a rivedere le sue scelte organizzative e piuttosto controverse in materia di staff», sostengono D’Elisa, Vincenzo Suriani, Davide D’Alessandro, Francesco Prospero, Guido Giangiacomo ed Edmondo Laudazi, «si è trattato di una scelta chiaramente politica dell’assise civica nei confronti di Pollutri, uno dei principali attori della campagna elettorale di Menna che, da oggi, è un sindaco azzoppato. Come consiglieri di minoranza esprimiamo massima soddisfazione, dopo aver mostrato grande compattezza».
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