Menna: «Il nostro bilancio è sano»

Il sindaco replica alla minoranza: «Abbiamo saldato il 90% di debiti pregressi»
VASTO . «Il Comune di Vasto è un ente finanziariamente sano: l’ultimo rendiconto 2020 ha certificato l’equilibrio tra entrate e spese». Il sindaco Francesco Menna replica così alla minoranza di centrodestra che aveva reso noto una delibera della Corte dei Conti sulla situazione finanziaria dell’ente.
«La situazione delle casse comunali, dopo circa un decennio di passività e di anticipazioni di tesoreria, evidenzia un avanzo di 4.636.664 euro», spiega il sindaco, «ed oggi presenta ancora un saldo positivo pari ad 5.009.761 euro, dopo avere saldato circa il 90% di tutti i debiti pregressi nei confronti dei fornitori del comune. Anche questo dato attesta l’attenzione, posta dall’amministrazione, ad una sana gestione tecnico-finanziaria. Gli indici positivi di solidità strutturale, attestano che l’ente non è in deficit o in dissesto. Gli obiettivi di finanza pubblica, sono tutti raggiunti, positivi e certificati dal collegio dei revisori che attesta la regolarità e la ottimale gestione dei conti comunali. La richiesta della Corte dei Conti è riferita alle nuove regole contabili, in vigore dall’anno 2019, che obbligano i Comuni ad effettuare elevatissimi accantonamenti obbligatori del risultato di amministrazione (che non sono spese effettive) e che determinano un risultato negativo tecnico e non finanziario di circa 16 milioni che il bilancio dell’ente si trascina dal 2019».
Il sindaco continua: «L’interlocuzione avviata con il Collegio dei revisori e la Corte dei Conti è tesa a verificare le opportunità migliori per ammortizzare il disavanzo tecnico registrato nel 2019 e gli uffici finanziari stanno studiando le opportune misure correttive che saranno presentate a breve in consiglio comunale. Si tratta di misure tecniche», aggiunge Menna, «che non incidono e non incideranno sulla regolarità della gestione finanziaria e contabile del bilancio che è sano e continuerà ad erogare ancora misure di sostegno alla collettività, quali buoni alimentari (circa 500mila euro), contributi affitti (400mila circa) e tutte le altre misure sociali che in questo ultimo periodo hanno contrassegnato l’azione del Comune, senza che la comunità debba risentire degli “aggiustamenti tecnici” richiesti dalla Corte dei Conti. Con buona pace delle solite cassandre della minoranza». (a.b.)
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