Menna: questo gesto non mi intimidisce

A fuoco l’auto del sindaco e presidente della Provincia: si segue la pista dolosa. Acquisite le immagini delle telecamere
VASTO. È racchiusa forse in piccoli frammenti raccolti dagli investigatori la verità sull'incendio che domenica sera ha distrutto la Fiat 500 L del sindaco di Vasto e presidente della Provincia Francesco Menna. I reperti raccolti dalla polizia sull'asfalto e dentro la carcassa semidistrutta dal fuoco dell'auto, saranno inviati ad Ancona a un laboratorio di analisi della polizia scientifica del capoluogo marchigiano. Le accurate perizie stabiliranno se la Fiat 500 L è stata danneggiata da un corto circuito o se al contrario, come appare più probabile, l'incendio scoppiato poco dopo le 23 di domenica è di natura dolosa. Ieri mattina Menna ha presentato una denuncia in commissariato contro ignoti. «Non mi faccio intimidire», avverte il primo cittadino, dichiarandosi pronto a perdonare l'eventuale autore qualora venisse scoperto. A coordinare il lavoro degli investigatori è il sostituto procuratore Vincenzo Chirico. Gli investigatori hanno acquisito a Palazzo di città diversi faldoni relativi agli ultimi atti amministrativi firmati da Menna. L'operato del sindaco potrebbe aver dato fastidio a qualcuno. Bocche cucite in commissariato. «Stiamo lavorando con tutto il materiale che abbiamo a disposizione», è la telegrafica dichiarazione di Fabio Capaldo, vicequestore. Di grande aiuto potrebbe rivelarsi un filmato dell'incendio fatto da un privato.
IL ROGOA convincere la polizia che l'incendio alla vettura del sindaco Menna sia un atto doloso è la dinamica del rogo. Francesco Menna aveva parcheggiato l'auto in via Leopardi, vicino alla villa comunale, alle 18. Poco dopo le 23 alcuni clienti del ristorante che è nella zona hanno visto le fiamme e hanno lanciato l'allarme. La parte anteriore della Fiat 500 L è stata avvolta da una grande fiammata. Nonostante i vigili del fuoco, la polizia e lo stesso Menna siano arrivati sul posto in pochi minuti, il rogo ha divorato il motore, la carrozzeria e i pneumatici. Se a provocare l'incendio fosse stato un corto circuito, la combustione sarebbe stata molto più lenta.
LE INDAGINIErano le 3 quando la polizia, dopo 4 ore di controlli, ha lasciato via Leopardi per tornare sul posto alle 8. Controllata accuratamente la zona in cui era parcheggiata la vettura di Menna portata via da un carro attrezzi. Gli investigatori non hanno trovato alcun innesco apparente, ma hanno raccolto sull'asfalto frammenti di materiale. Potrebbe trattarsi di diavolina, l'accendifuoco per eccellenza che, a differenza della benzina, non lascia tracce olfattive. Nessuna delle persone che hanno assistito all'incendio ha avvertito odore di carburante. Il materiale raccolto, così come la vettura, saranno analizzati dalla polizia scientifica. Le perizie si prevedono piuttosto lunghe. I reperti saranno mandati ad Ancona e poi a Roma. Le immagini della videosorveglianza pubblica non hanno aiutato. La polizia ha acquisito i filmati degli impianti privati della zona. Preziose potrebbero rivelarsi le immagini riprese da un cittadino che raccontano il rogo. A palazzo di città presa la documentazione relativa agli ultimi atti amministrativi. Dopo lo sgombero di contrada Canale il sindaco pare abbia firmato un altra ordinanza per abusi.
IL SINDACOIl suo primo pensiero è stato quello di mettere in salvo i documenti che erano nell'auto. Poi ha assistito allo spegnimento dell'auto da parte dei vigili del fuoco e ai primi rilievi della polizia. Accanto al dirigente del commissariato, il vicequestore Fabio Capaldo, Menna ha risposto alle domande degli investigatori. Ieri mattina ha raggiunto il commissariato per presentare una denuncia contro ignoti. In serata il primo cittadino ha commentato l'accaduto. «Ho la massima fiducia nell'operato della polizia e della procura di Vasto», ha dichiarato. «Io non i faccio intimidire, anzi andrò avanti con maggiore forza. Qualora dovesse essere confermata l'azione dolosa e individuato il responsabile, sono pronto a dialogare con l'autore. Il perdono», sottolinea Menna, «è la prima virtù. Il perdono e ciò che aiuta a vincere la battaglia di idee. Non è con la violenza che si risolvono le questioni ».
LA CITTÁTantissimi i messaggi di solidarietà ricevuti da Menna. Unanime la condanna della città. L'incendio della macchina conferma il crescendo di violenza e rinnova la preoccupazione per i tanti attentati e roghi dolosi che da anni affliggono la città. «Speriamo che adesso chi di dovere si convinca a ridare serenità a questa città», hanno commentato i residenti del centro cittadino. Un nuovo appello alle istituzioni e alla politica è stato lanciato dall'associazione Codici.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

