Meno abitanti ma si torna a vivere in città

9 Gennaio 2020

Al 31 dicembre 34.766 residenti, in calo di 133 unità sul 2018. Il sindaco Pupillo: c’è però lo stop all’esodo con 51 nuovi arrivi

LANCIANO. Per ogni nuovo lancianese venuto al mondo ce ne sono due che passano a miglior vita. È questo dato, ossia 216 nascite a fronte di 400 morti ad essere determinante, anche nell’anno appena chiuso, del calo della popolazione. Al 31 dicembre 2019 i lancianesi erano 34.766 (16.764 maschi e 18.002 femmine), 133 residenti in meno rispetto al 2018 (erano 34.899). Ormai è costante la diminuzione dal 2008, quando Lanciano raggiunse l’apice di residenti con 36.570 cittadini. Poi l’inarrestabile declino.
Ma da due anni questo decremento dato dal fatto che le morti hanno doppiato le nascite, viene reso meno amaro dal fatto che è si è fermato l’esodo di cittadini verso i comuni vicini: ci sono infatti 51 nuove iscrizioni al Comune. Ci sono poi 94 famiglie in più rispetto al 2018 (si è passati dalle 14.273 famiglie del 2018 alle 14.367 del 2019), 23 convivenze, una in più rispetto all’anno precedente. È sceso di 20 unità il numero degli stranieri con la comunità romena che resta la più numerosa (604 persone).
«Purtroppo si allarga sempre più la forbice tra nascite e decessi», commenta il sindaco Mario Pupillo, «a fronte di 216 nascite ci sono 400 decessi, più di uno al giorno con un saldo negativo di 184 unità che non è facile recuperare. Purtroppo è a livello nazionale questo andamento negativo e non facciamo eccezione. Abbiamo però confermato nel 2019 un fatto positivo, lo stop all’esodo dalla città: +51 residenti è il saldo tra immigrati ed emigrati e conferma che si torna a vivere a Lanciano. Grazie a nuove costruzioni e soprattutto ai servizi abbiamo anche più famiglie: ce ne sono 94 in più rispetto al 2018. Si vive qui, nonostante la concorrenza di paesi in particolare della costa. Noi dobbiamo continuare a puntare sui servizi». Quali? Scuole, tribunale e ospedale in primis. «A Lanciano un cittadino può seguire un percorso di studi completo che va dal nido all’università, grazie alla presenza dell’università telematica che conta sempre più iscritti. Abbiamo posto attenzione alle scuole e in primavera inizierà anche la costruzione della nuova scuola dell’infanzia vicino il palazzetto. Poi ci sono uffici e due pilastri come tribunale e ospedale. Il tribunale con la proroga resterà fino al 2022, ma continuiamo a lottare per riaprirlo visto il valore, anche economico, oltre che sociale e culturale che ha. Attendiamo poi fiduciosi la costruzione nuovo ospedale e continuiamo a difendere quello che abbiamo, per il quale siamo pronti a fare barricate».
Per quanto riguarda gli stranieri c’è stato un calo di 20 unità rispetto al 2018: sono 1.455. La comunità più numerosa è quella romena (604), seguita da quella albanese (199), cinese (78), dominicana (57), ucraina (50), polacca (46) e marocchina (36).
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