Mensa, 1.500 famiglie in difficoltà: «Vogliamo spiegazioni sui ritardi»

Non è ancora partito il servizio e i genitori lamentano di non ricevere comunicazioni dal Comune L’assessore Giammarino: «Non stiamo affrontando un periodo semplice, ma assicureremo i pasti»
CHIETI. Rimane ancora un punto interrogativo la data in cui il servizio mensa partirà nelle scuole teatine. Le famiglie di oltre 1.500 studenti sono ancora in allarme perché restano ancora troppe incertezze in questo anno scolastico. La società Ladisa, il colosso della ristorazione di Bari che da anni gestisce il servizio nelle scuole del capoluogo teatino, nel giugno scorso ha vinto il ricorso al Consiglio di Stato contro il Comune. E ora la ditta si è riservata alcuni giorni per accettare o meno l’offerta economica al ribasso dell’ente.
LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTà«Come me, ci sono centinaia di famiglie in bilico», denuncia Riccardo Siracusa, rappresentante della 2ª A della scuola Nolli, «la mensa è indispensabile, noi genitori viviamo questa situazione con preoccupazione». Tra meno di dieci giorni nella scuola primaria in questione tornerà in vigore l’orario continuato che vedrà gli studenti in classe fino alle 16.30. «L’alternativa sarebbe quella di portare il pasto da casa», continua Siracusa, «ma è un rischio perché nelle classi ci sono molte intolleranze. Con i bambini piccoli che portano cibi diversi uno dall’altro è facile che possano avvenire contaminazioni in classe».
L’ISCRIZIONEQuella della mensa scolastica sembra aver preso la piega di un’odissea che si ripete di anno in anno. «Non ci viene mai comunicato quando è possibile fare l’iscrizione», lamenta Marta Natelli, mamma di Domenico, iscritto alla terza elementare di via Pescara, «lo sappiamo tramite un passaparola tra genitori, ma questa data slitta sempre. Vogliamo una spiegazione». L’iscrizione alla mensa avviene online tramite la piattaforma SmartPa. «Entro le 9.30 della giornata bisogna comunicare l’eventuale assenza del bimbo», continua Natelli, «ma spesso la app non funziona e ti sottraggono i soldi. Il problema è la comunicazione con il Comune: anche nelle riunioni con l’assessore non siamo mai riusciti ad affrontare questioni importanti come il malfunzionamento dell’applicazione ».
IL COMUNELe casse in rosso del Comune non aiutano a stabilizzare il servizio nelle scuole. «La mensa scolastica è importante e stiamo lavorando per la riapertura», dice l’assessore alla Pubblica istruzione Teresa Giammarino, «il Comune non sta affrontando un periodo semplice ma, pur nelle difficoltà, sia la parte politica sia quella amministrativa e tecnica, stanno cercando le soluzioni ai problemi urgenti come la mensa». Quanto ai fondi necessari ad assicurare il servizio, il Comune dice di averle. «È stato fatto un grande passo avanti», continua Giammarino, «abbiamo individuato le risorse per garantire il servizio in maniera complementare alla programmazione scolastica. Ci stiamo muovendo per individuare un gestore e lo faremo cercando di assicurare la procedura più veloce, trasparente e corretta possibile. Con sollievo, però, possiamo affermare che, superato il problema economico, gli uffici stanno lavorando per verificare i tempi e la concreta attivazione, in modo da dare una risposta alle famiglie e limitare al massimo l’attesa della ripartenza». Ma la data di inizio del servizio rimane ancora un punto interrogativo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

