Mensa a scuola, l’Anticorruzione indaga sull’appalto del Comune

Aperto un fascicolo dopo la segnalazione fatta da Costa: «Presunte anomalie sull’affidamento» E il Consiglio di Stato rigetta la richiesta presentata da Palazzo di città contro la sentenza del Tar
CHIETI . L’Anticorruzione indaga sull’appalto mensa del Comune di Chieti. L’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha aperto un fascicolo sul servizio di refezione scolastica per le scuole teatine. Lo ha fatto su segnalazione del consigliere comunale Maurizio Costa (Forza Chieti) che da tempo denuncia agli uffici comunali anomalie e passaggi poco chiari. Nel giorno in cui il Consiglio di Stato rigetta la richiesta del Comune di annullare la sospensiva del Tar, arriva il fascicolo Anac numero 1.497. «È pervenuta all’Autorità», si legge negli atti, «una segnalazione nella quale vengono evidenziate alcune presunte anomalie/criticità riguardanti il pregresso affidamento. Secondo l’esponente, infatti, la procedura sarebbe stata caratterizzata dall’utilizzo, asseritamente inappropriato, di due differenti proroghe contrattuali che, nelle more dell’espletamento della procedura per l’individuazione del nuovo gestore del servizio, avrebbero prolungato illegittimamente i tempi di esecuzione della prestazione originaria».
Il problema delle proroghe - che avrebbero di fatto allungato un servizio ormai già scaduto - investe sicuramente la precedente amministrazione ma, secondo Costa, potrebbe investire anche l’attuale. Per il consigliere, infatti, sebbene vada riconosciuto alla nuova amministrazione, su impulso dell’assessore all’istruzione Teresa Giammarino, di essersi affrettata il più possibile a fare il bando, avrebbe comunque dovuto ricorrere a una proroga del servizio al precedente gestore, la ditta Ladisa, prima dell’avvio delle procedure di gara. La Ladisa è la stessa azienda che, non avendo vinto la nuova gara, ha poi fatto ricorso bloccando di fatto il servizio, visto che il Tar ha deciso di accogliere il ricorso della ditta, concedendo una sospensiva. Il servizio di refezione, pertanto, non è mai partito, con innumerevoli disagi per circa 1.500 scolari teatini.
«A mio avviso», spiega il capogruppo di Forza Chieti, «ci sono una serie di proroghe che non potevano essere fatte né dalla precedente amministrazione comunale né da questa amministrazione. Tutte le proroghe tecniche, infatti, possono essere fatte soltanto nelle more della gara d’appalto, non prima. Come è avvenuto». L’Anac dunque, «al fine di verificare la sussistenza di eventuali margini per l’avvio dell’attività di vigilanza», chiede di fornire «una relazione esplicativa-contro deduttiva contenente la ricostruzione cronologica del procedimento e specifici chiarimenti in merito alle scelte che hanno condotto codesta stazione appaltante, nel caso di specie, al reiterato ricorso all’istituto della proroga contrattuale».
Ma l’Anac non vuole vederci chiaro solo sulle proroghe alla Ladisa. Chiede infatti documenti relativi anche alla gara d’appalto. «Nella mia segnalazione dello scorso 9 febbraio», dice infatti Costa, «ho sollevato anche altre problematiche che riguardano il bando di gara. Avevo, ad esempio, riscontrato un errore sul numero dei dipendenti da riassumere, che risultavano il doppio di quelli che erano in realtà, perché l’elenco era stato pubblicato due volte». Errore che, però, è stato successivamente sanato dagli uffici comunali. E intanto al Comune si va avanti con l’affidamento diretto del servizio per cercare di far ripartire la mensa il più presto possibile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

