Mensa dei dipendenti Asl in 130 lavorano a metà ore

Personale in esubero con la nuova gara d’appalto: in 7 saranno anche licenziati Protestano Cgil e Uil: «Costretti ad accettare il contratto o a tornare a casa»
CHIETI. Per oltre 10 anni hanno garantito il servizio mensa e distribuzione pasti all’interno della Asl. Ma con la nuova gara d’appalto hanno scoperto di essere in esubero e di dover sottostare a un taglio di ore del 65%. È quanto è stato comunicato lo scorso primo dicembre ai 137 lavoratori del servizio mensa, cuochi, aiuto cuochi, personale impiegato nella distribuzione dei pasti e nella pulizia dei locali mensa e delle stoviglie, donne e uomini che si sono adoperati, in affiancamento ai circa 48 cuochi e aiuto cuochi dipendenti della Asl, per la garanzia dell’erogazione di un servizio pubblico essenziale in tutti gli ospedali della provincia di Chieti. Al loro fianco scendono ora le segreterie territoriali della Filcams Cgil e Uuiltucs Uil che con i sindacalisti Elena Zanola ed Ernesto Magnifico denunciano quanto sta avvenendo a seguito della nuova gara d’appalto che è stata aggiudicata alla ditta Dussmann insieme alla Servizi Integrati che gestisce attualmente in proroga il servizio.
«Come organizzazioni sindacali», dicono Zanola e Magnifico, «abbiamo giudicato la proposta inaccettabile e abbiamo proclamato lo stato di agitazione e chiesto un incontro urgente alla prefettura».
Il 6 dicembre si è svolto un secondo incontro presso la Direzione territoriale del lavoro di Chieti al quale ha preso parte anche il direttore generale della Asl Pasquale Flacco a cui i sindacati hanno chiesto una proroga delle attuali condizioni di appalto fino al 1° gennaio. Ma fino a ieri non era arrivata alcuna risposta ufficiale alla richiesta avanzata da parte sindacale. Le aziende subentranti intanto hanno confermato il licenziamento di 7 persone e per i restanti 130 una riduzione tra il 50% e il 60 % delle ore.
«Come organizzazioni sindacali», continuano Zanola e Magnifico, «vogliamo denunciare pubblicamente la gravissima situazione in cui si troveranno questi lavoratori, costretti in queste ore a scegliere tra la disoccupazione e la firma di nuovi contratti che taglieranno di oltre la metà i loro stipendi». Oltre alla situazione occupazionale, i sindacati pongono anche «il tema della garanzia della qualità e sostenibilità dell’erogazione del servizio pubblico di ristorazione. Infatti il servizio che dalla settimana prossima dovrebbe essere svolto con meno della metà delle ore, nei mesi passati è stato garantito anche con il ricorso allo straordinario». (a.i.)

