Mensa, la protesta dei genitori: bambini costretti a pasti freddi

Il caso dei 1.800 alunni costretti a mangiare sempre panini, lettera-sfogo mandata in Comune «I nostri figli obbligati ad assumere cibi non salutari, no alle guerre politiche: vogliamo soluzioni»
CHIETI. Non si placa la protesta dei genitori dei 1.800 alunni senza mensa scolastica delle scuole teatine. Due giorni fa è arrivata in Comune una lettera di a firma delle rappresentanti delle scuole d’infanzia del Comprensivo 1. La lettera è stata indirizzata al sindaco Diego Ferrara e all’assessore all’istruzione Teresa Giammarino. A firmarla sono state le rappresentanti delle scuole d’infanzia Cesarii, Nolli, Brecciarola, Santa Barbara, Brigata Maiella e Madonna degli Angeli. Le mamme lamentano la situazione «di grandissimo disagio dovuta alla mancanza del servizio mensa scolastica, che costringe molte famiglie a non poter usufruire del tempo pieno mentre altri bambini consumano quotidianamente pasti (per lo più freddi) portati da casa». Una situazione, dicono le mamme, che mette a rischio la salute e il benessere dei loro figli, sottolineano una serie di criticità: «Il rischio correlato alla salubrità degli alimenti per i quali non è possibile garantire un corretto stato di conservazione dal momento della preparazione a quello del consumo; l’impossibilità di fornire un pasto sano ed equilibrato dal punto di vista nutrizionale, in assenza di soluzioni che consentano di refrigerare o riscaldare il cibo prima del servizio; disparità qualitativa e quantitativa fra i pasti domestici di bambini anche della stessa sezione, che potrebbe sfociare in interpretazioni discriminanti delle possibilità e dell’organizzazione delle famiglie di provenienza».
I genitori chiudono la lettera chiedendo un «riscontro in merito allo stato attuale della problematica che inibisce il corretto funzionamento del servizio mensa, nonché alle attività e iniziative messe in atto ad oggi per risolvere e attenuare la situazione di enorme disagio presente, ricordandovi che la parte lesa maggiormente da questa incresciosa situazione sono i bambini ed in questi casi le soluzioni non vanno semplicemente cercate, ma trovate… e nel minor tempo possibile». Al di là della lettera, le rappresentanti hanno spiegato di essere stanche «dei soliti comunicati a mezzo stampa o Facebook nei quali continuano a ripetere come siamo arrivati a questa situazione e che stanno vedendo come risolverla “a breve”. Questa non è e non deve essere una guerra politica. Noi vogliamo informazioni chiare e trasparenti, perché a oggi non abbiamo risposte».
Per domani, sulla mensa e su tutte le criticità del mondo della scuola, è previsto l’incontro tra amministrazione e presidi promosso da Federico Gallucci. (a.i.)

