Mensa, stipendi a rischio In 55 pronti a scioperare

14 Febbraio 2019

Il Comune non paga da settembre la ditta Ladisa che gestisce i pasti nelle scuole Domani l’assemblea dei dipendenti: «Senza soldi, parte lo stato di agitazione»

CHIETI. «Se entro 48 ore non arrivano i soldi dal Comune, proclamiamo lo stato di agitazione». Sono pronti a scioperare i 55 dipendenti della Ladisa ristorazione, la ditta che gestisce il servizio mensa in 26 scuole di Chieti. Il personale non ha preso lo stipendio di gennaio perché il Comune non paga da settembre l’azienda pugliese che, dopo aver anticipato fino a dicembre le mensilità ai propri dipendenti, ha deciso di sospendere le retribuzioni. I 55 lavoratori del servizio mensa, tra scodellatrici, autisti e personale del centro cottura, si sono rivolti al sindacalista Alessandro Azzola, segretario regionale del sindacato autonomo Fesica Confsal. Ieri mattina, alcune dipendenti, accompagnate da Azzola, si sono recate in Comune per parlare con Giuseppe Giampietro, assessore alla pubblica istruzione nonché vicesindaco, ma l’incontro è saltato per motivi personali di quest’ultimo.
Domani, alle 18, al Dama Palace di Villamagna, i dipendenti hanno indetto un’assemblea pubblica insieme al sindacato per decidere sul da farsi. «Se entro 48 ore non ci saranno sviluppi», spiega Azzola, «inizierà lo stato di agitazione visto che il Comune è latitante. L’azienda, che ha dimostrato grande serietà, non ce la fa più ad anticipare gli stipendi e questa storia va avanti da settembre. Dove sono finiti i soldi che il Comune ha preso dai genitori dei bambini? Vogliamo spiegazioni dall’amministrazione. Non escludiamo uno sciopero generale. Porteremo avanti la nostra battaglia, senza nessuna influenza politica e siamo pronti a protestare sotto la sede del Comune».
Qualcosa, in realtà, si sta muovendo. Oggi è previsto un incontro in Comune tra l’assessore Giampietro, la responsabile del servizio mensa e l’Ufficio ragioneria e pubblica istruzione. Dovrebbero essere sbloccati subito i fondi per il pagamento degli stipendi di gennaio, anche se l’azienda chiede che il Comune paghi anche gli arretrati da settembre a dicembre. «Non siamo affatto latitanti», risponde Giampietro. «Sono in costante contatto con la direttrice e con gli Uffici per sbloccare la situazione. Le polemiche non mi interessano. Voglio solo risolvere il problema e, come detto la scorsa settimana, stiamo lavorando in questa direzione perché l’attenzione è massima su questo tema. Il pagamento degli stipendi è prioritario». Nell’incontro di oggi si farà il punto della situazione anche sul contratto in essere tra Ladisa e il Comune che scadrà a fine mese, con possibilità di proroga per un altro anno.
Cinquantacinque dipendenti restano con il fiato sospeso e aspettano segnali dal Comune, prima dell’assemblea di domani che potrebbe sancire l’inizio dello stato di agitazione con pesanti ripercussioni sul servizio mensa scolastico.
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