Mense, Di Primio avrebbe perso

Spunta il parere di un legale che consigliava al Comune di abbassare le tariffe
CHIETI. «Le possibilità di rigetto del ricorso» presentato al Tar contro la delibera sui rincari di mense, trasporto scolastico e asili nido «sono pressoché nulle». È quanto si legge nel parere legale richiesto dal Comune sulla fondatezza del ricorso presentato dall’avvocato Francesco Paolo Febbo a nome di una ventina di famiglie contrarie agli aumenti. Il funzionario legale del Comune spiega che il ricorso ha ottime possibilità di venir accolto dal Tar in ragione del fatto che la contestata delibera del 3 maggio è arrivata dopo il termine stabilito del 30 aprile scorso.
«L’impugnativa appare fondata», si legge infatti, «nella parte in cui è stata eccepita la violazione dell’articolo 1, comma 169, della legge 296/2006 a tenore del quale gli enti locali deliberano le tariffe e le aliquote relative ai tributi entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione… termine per l’anno 2016 fissato al 30 aprile. A tale termine viene attribuito carattere perentorio, determinandosi, nel caso di suo mancato rispetto, l’illegittimità della deliberazione». E proprio di illegittimità avevano parlato le opposizioni che chiedevano il ritiro della delibera sulla scorta delle proteste dei genitori. Il sindaco Umberto Di Primio, pur avviando una serie di incontri con il mondo della scuola, aveva sempre mantenuto la barra dritta, dicendo che si poteva aumentare la classificazione delle fasce di reddito e migliorare i menù scolastici ma che sugli aumenti non avrebbe fatto passi indietro. Tanto è vero che il Consiglio comunale ha bocciato la mozione dei consiglieri 5 Stelle Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo per l’annullamento della delibera. La marcia indietro arriva, invece, improvvisa, prima su Facebook e poi, il giorno dopo, in un capoverso di un comunicato stampa dedicato ad altro.
La notizia ha subito scatenato la voce di chi, sin dall’inizio, aveva sostenuto che la delibera fosse illegittima. «A questo punto», dice Luigi Febo (Pd), «si potrebbe essere persino indotti a pensare che la giunta abbia finalmente capito quanto la delibera contestata gravasse in modo iniquo sulle famiglie o, perlomeno, questo è ciò che vorrebbero farci credere; in realtà, a nostro giudizio, l’unico vero motivo della marcia indietro è il ricorso intentato davanti al Tar da alcuni genitori».
La pensano così anche Argenio e D’Arcangelo, che però bacchettano anche il Pd accusandolo di volersi assumere il “merito” dell’accaduto. I 5 Stelle rivendicano, invece, di essere stati loro a muoversi con atti consiliari, anche prima che venisse depositato il ricorso.La nota dei pentastellati chiude in maniera polemica chiedendo le dimissioni del sindaco «insieme alla pletora di incompetenti di cui si è circondato; quanto al Pd, se vuole dei meriti, sarebbe ora che inizi a lavorare seriamente, magari convocando la Commissione di controllo che presiede inutilmente da oltre un anno...».
VIA LANCIANO. L’ultima notizia di servizio arriva dal sindaco ancora una volta via Facebook: la scuola dell'infanzia e primaria di via Lanciano verrà riaperta il 15 anziché il 12 a causa “dei lavori di miglioramento sismico”. I giorni in più serviranno “per consentire il completamento delle operazioni di trasloco di tutti gli arredi”. (a.i.)

