Mense, il costo in più dei prodotti fa cambiare i menu degli alunni

21 Settembre 2022

Primi nodi per l’amministrazione comunale dalla decisione di non aumentare le tariffe del servizio L’assessore Palmieri: «Non staremo a guardare». Alberico (Labor): «Modifiche decise con la Asl»  

LANCIANO. Primi giorni di scuola e primi nodi che arrivano al pettine dell'amministrazione comunale. I costi energetici e delle materie prime lievitati negli ultimi mesi a causa delle conseguenze della guerra in Ucraina hanno infatti messo da subito a dura prova i titolari del servizio comunale delle mense scolastiche. Con le tariffe invariate, volute espressamente dal sindaco Filippo Paolini nel bilancio di previsione varato la scorsa estate, i gestori annaspano e hanno già chiesto in Comune di integrare del 15% i costi da sopportare. Della questione si stanno occupando gli assessori all'istruzione, Angelo Palmieri, e al bilancio, Danilo Ranieri, assieme ai dirigenti dei settori e alla Asl.
«Stiamo incontrando numerose difficoltà», racconta il titolare della Labor, azienda a cui è affidato il servizio mensa, Nicola Alberico, «con aumenti del 15-20% su tutto e anche del triplo per alcune tipologie di prodotti, tra cui spiccano latticini, pasta, riso, pelati, conserve, pane, latte. Il problema è in tutti i Comuni italiani. Abbiamo incontrato l'amministrazione proprio per cercare di far fronte a questa situazione, fermo restando che noi garantiamo un pasto a scuola a 4,11 euro e continueremo a garantirlo anche a costo di difficoltà». «Non staremo a guardare», interviene l'assessore Palmieri, «del resto quando si tratta di bambini l'attenzione resta sempre massima. Purtroppo però per vincoli contrattuali non possiamo intervenire prima del nuovo anno quando, però, arriveranno degli adeguamenti Istat del 10% che noi garantiremo al servizio mensa anche in modo retroattivo».
Ma fino a gennaio come si potrà assicurare il servizio in considerazione dei costi lievitati delle materie prime? «Stiamo rivedendo i menù con la Asl», spiega Alberico, «senza intaccare la qualità dei prodotti e le proprietà organolettiche degli alimenti. Ad esempio al posto del riso magari possiamo dare orzo o farro e cercheremo di prediligere piatti meno elaborati, che necessitano di meno preparazione». Alcune voci, come ad esempio la cottura della pasta», illustra Palmieri, «sono rigidamente decise da griglie governative. Non è possibile scegliere formati di pasta che cuociano ad esempio sotto i 12 minuti, anche se meno costosi. Ma siamo in stretta collaborazione con la Asl», afferma Palmieri, «e garantiremo un servizio all'altezza dei nostri bambini».
«In Comune è partita la lotta agli sprechi», interviene l'assessore alle finanze, Danilo Ranieri, «certo, aumentare del 5%, ovvero di poche decine di centesimi il costo del servizio mensa ci avrebbe dato forse meno apprensione in questi giorni, ma ci aspettiamo un intervento del governo per contributi a questo tipo di attività. La situazione per alcune aziende è gravissima, ma tranquillizziamo le famiglie sul fatto che monitoriamo la situazione mense e trasporti mese per mese. Stiamo segnalando anche degli sprechi in alcune strutture scolastiche in cui vediamo che vengono lasciate le luci accese e invitiamo chi utilizza tutte le strutture comunali ad un atteggiamento più sobrio. I tempi sono cambiati, anche negli uffici comunali stiamo attenti a spegnere luci e attrezzature elettroniche, nel teatro Fenaroli, ad esempio, se non serve, non accendiamo l'aria condizionata e così via».
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