Mense scolastiche, zero contributi

Interrogazione di Pompilio sul mancato intervento di Chieti Calcio, Virgo ed Esa
CHIETI. Che fine ha fatto il contributo che Chieti calcio, Virgo ed Esa Energie hanno assicurato al Comune per abbassare i costi della mensa? Lo ha chiesto con una interrogazione consiliare la capogruppo di Azione politica Serena Pompilio e la risposta dell'assessore alla pubblica istruzione Teresa Giammarino è stata giudicata più che deludente. «Perché», spiega la consigliera, «di fronte alla volontà assicurata da società private di abbassare il costo della mensa scolastica, salito a causa del dissesto economico dell'ente, le famiglie teatine continuano a pagare 6,90 a pasto. Hanno creduto che l’amministrazione Ferrara si sarebbe attivata per introitare il contributo offerto e invece nulla». Pompilio ricorda come il sindaco stesso, lo scorso 17 settembre, con un comunicato stampa aveva assicurato che il Comune si sarebbe attivato per trovare «la via migliore e più tempestiva per concretizzare questa disponibilità». Poi però non se n’è saputo più nulla, fino alla convocazione del consiglio comunale di lunedì, quando Azione politica ha riproposto il caso con un’interrogazione. Cosa è emerso dalle risposte dell’assessore Giammarino in aula? «Intanto l’assessore ha fatto riferimento solo alla Chieti calcio», sottolinea Pompilio, «nulla riferendo sulle altre due società che venivano però ringraziate pubblicamente sempre a settembre proprio dal sindaco». Si è comunque appreso che «la proposta non è stata mai formalizzata istituzionalmente». Una risposta, quella dell'assessore Giammarino, che certo non contribuisce a svelenire il clima teso degli ultimi giorni tra Comune, da un lato, e Chieti calcio e Virgo, dall'altro. Pompilio chiede invece come mai il Comune non si sia attivato per arrivare alla formalizzazione istituzionale della proposta. «Nessuna trasparenza nemmeno sull’entità del contributo offerto», continua la consigliera, «di cui non è stato dato riscontro in aula poiché sembrerebbe dalla risposta che il Comune non conosca nemmeno chi avrebbe formalizzato il contribuito e come. Ma non era il Comune che doveva fare di tutto, visto lo stato di dissesto, per cogliere la palla al balzo e riuscire ad abbassare i costi dei pasti?».

