Mercato coperto riaperto, ora il rilancio

23 Febbraio 2020

Taglio del nastro alla riqualificata struttura. In estate previsti aperitivi con prodotti a chilometro zero 

SAN VITO CHIETINO . Ci sono Annamaria e Iolanda, memorie storiche del mercato con i loro banchi di ortaggi e verdura, poi ci sono i ragazzi dell’associazione Mercato Scoperto con frutta, miele e marmellate, vino e birre artigianali ma anche oggettistica e cosmesi naturale. Ci sono soprattutto tanti curiosi e acquirenti nel mercato coperto di piazza Garibaldi che ieri ha riaperto i battenti dopo i lavori di ristrutturazione esterni fatti dall’amministrazione guidata da Emiliano Bozzelli e la gestione interna affidata all’associazione lancianese Mercato Scoperto.
Il primo banchetto che si incontra è quello di Annamaria, 82 anni, sanvitese che da sempre vende i suoi prodotti nel mercato. È quella che più di tutti ha visto la struttura invecchiare, perdere di attrattiva e ora rinascere. Accanto a lei c’è Iolanda, altra memoria storica. Poi ci sono i ragazzi del mercato scoperto che hanno ridato vita a questo stabile che da un lato si affaccia sulla piazza, dall’altro guarda il mare. «Riaprendo il mercato», dice il sindaco Bozzelli «vogliamo raggiungere un duplice obiettivo: riqualificare un edificio semi abbandonato e rilanciare con un'attività il centro storico. L’esterno è stato ristrutturato con una parte dei soldi ricavati dalla vendita della Sangroservizi (33.000 euro ndc), mentre all’interno ci ha pensato l’associazione con cui abbiamo stipulato un patto di collaborazione che prevede la gestione biennale, non esclusiva, della struttura, ma anche la manutenzione. Abbiamo sempre sottolineato l’importanza della rigenerazione urbana, della difesa del territorio, la valorizzazione del centro e la sussidiarietà. La rigenerazione è questo edificio rinnovato dentro e fuori, la difesa del territorio è la collina di fronte, colle Foresta, sottratta alla speculazione edilizia e alla cementificazione. La valorizzazione è nel rilancio del mercato e del centro storico. La sussidiarietà ci permette di raggiungere alcuni obiettivi di interesse generale, con l’aiuto dei cittadini».
E San Vito è la città nella provincia in cui il concetto di bene comune è più diffuso e applicato. Si sono recuperati in poco tempo beni come l’ex spogliatoio della stazione, i bagni pubblici al paese, le docce a Cintioni e la fontana al parco giochi. «Abbiamo trovato terreno fertile a San Vito», commenta Lorenzo Genovesi, presidente del Mercato Scoperto, «questa iniziativa infatti la volevamo portare avanti anche a Lanciano, dove eravamo fino a qualche settimana fa. Vogliamo realizzare un mercato di comunità, con la vendita di prodotti a chilometro 0, ma anche dare vita a questo luogo (all’interno tinteggiato, pulito, sistemato con vetri nuovi dall'associazione, ndc); continueremo l’attività di educazione ambientale, alimentare con gli alunni. Noi ci saremo per ora il venerdì e il sabato. Poi tutti i giorni in estate quando organizzeremo anche aperitivi con i nostri prodotti». (t.d.r.)
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