Mercato del sabato, ecco le bancarelle per il cibo

16 Dicembre 2019

Ventisei ambulanti hanno risposto al bando del Comune per i posteggi alimentari Caporale: pronti a partire già da sabato, con i prodotti tipici rilanciamo le vendite

LANCIANO. In 26 hanno risposto al bando per l’inserimento di posteggi alimentari nel mercato del sabato. Domani ci sarà l’assegnazione in Comune e sabato prossimo le bancarelle con gastronomia e prodotti tipici potranno fare il loro debutto nell’area di piazza Unità d’Italia e strade limitrofe. Partirà prima di Natale, quindi, la sperimentazione del “food” nel mercato settimanale del sabato, un’innovazione chiesta a gran voce, da tempo, dagli stessi ambulanti che hanno visto la fiera perdere, negli anni, clienti e venditori. L’inserimento delle bancarelle alimentari va nella direzione di un rilancio del mercato di piazza Unità d’Italia, una volta considerato il secondo d’Abruzzo. A fronte di 13 posteggi messi a bando dal Comune (tornati liberi perché le licenze sono state revocate o riconsegnate dagli stessi assegnatari), le domande arrivate in municipio sono state il doppio. Due sono state scartate perché non avevano i requisiti richiesti. Con quelle ammesse è stata stilata una graduatoria.
«I posteggi sono assegnati in base all’anzianità di iscrizione alla Camera di commercio e, a parità di punteggio, al più giovane di età anagrafica», spiega l’assessore al commercio, Francesca Caporale, «i commercianti sono stati convocati martedì pomeriggio per l’assegnazione dei posti. Se sarà tutto in regola, rilasceremo subito le concessioni e già sabato 21 potranno iniziare ad operare». Le domande sono arrivate per lo più dalla provincia di Chieti, un paio dal Pescarese. «Sono state coperte tutte le tipologie di food individuate dal bando», dice l’assessore Caporale, «cinque posteggi saranno di gastronomia, porchetta e polli allo spiedo, alcuni operatori sono presenti anche alle Feste di Settembre. Tre di salumi e formaggi, due di fiori, due di frutta secca e uno di miele». Non sono arrivate domande per mettere in vendita olio, vino o tartufi, che pure erano previsti tra le categorie merceologiche. «Per vendere al mercato bisogna essere commercianti su aree pubbliche», precisa la Caporale, «per olio e vino la maggior parte è invece produttore agricolo. In futuro, con altri posteggi a disposizione, speriamo si possa scorrere la graduatoria e ampliare l’area del food. Magari vedendo che questa situazione è migliorativa per il mercato, qualcuno potrà essere incentivato a fare domanda». Si inizia intanto con una sperimentazione di sei mesi. «Se dopo questo periodo le conclusioni saranno positive, bisognerà andare in consiglio comunale per ratificare e rendere definitivo il passaggio da non food a food», spiega i prossimi passaggi l’assessore, «come amministrazione stiamo cercando di rivitalizzare i due poli mercatali della città, quello di piazza Unità d’Italia e quello ortofrutticolo di piazza Garibaldi, che speriamo possa essere presto ampliato nelle dimensioni».
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