Mercato sotto sequestro le bancarelle in strada

23 Luglio 2019

Comune al lavoro: troveremo una soluzione per la vendita di frutta e verdura Il gestore della struttura contesta il provvedimento: solo ragnatele e vetri rotti 

LANCIANO. Saranno momentaneamente collocati in strada gli ortolani del mercato coperto, sequestrato dai carabinieri del Nas di Pescara. È questa la soluzione più veloce e indolore che il Comune sta valutando per non far saltare, già da domani, l’appuntamento con le bancarelle di frutta e verdura. Al vaglio degli uffici comunali e dell’assessore al commercio, Francesca Caporale, ci sono al momento un paio di soluzioni. Una è la collocazione temporanea nel parcheggio di via Per Frisa, dove già nel 2008 venne montata una tensostruttura per ospitare gli ortolani durante i lavori di ristrutturazione del mercato coperto. La seconda è quella di recuperare spazi, istituendo nuovi divieti di sosta, nelle aree vicine al mercato coperto. L’amministrazione comunale cerca di andare incontro alle esigenze dei coltivatori, una ventina, che chiedono di non allontanarsi da piazza Garibaldi dove, prima della chiusura e del sequestro della struttura, venivano a vendere i prodotti della terra. E qualcuno ieri ha contattato gli uffici comunali, preoccupato di dove dovrà recarsi domani per vendere frutta e verdura. Pomodori e altri ortaggi non possono aspettare. In entrambi i casi gli ortolani avranno i loro banchetti per esporre la merce e ombrelloni a protezione di frutta e verdura. Ieri intanto il gestore del mercato coperto, Franco D’Alessandro, si sarebbe messo in contatto con l’ufficio commercio del Comune, annunciando l’intenzione di prendere accordi con i Nas e la Asl per mettere a norma i locali nel giro di brevissimo tempo e poter riaprire al più presto la struttura. Al momento dell’ispezione D’Alessandro non era presente: ai carabinieri avrebbe riferito di trovarsi in barca alle Isole Tremiti. La conferma dell'impegno del gestore a sanare le carenze igienico-sanitarie riscontrate dai Nas arriva dal suo legale. «È un fatto pacifico», afferma l’avvocato Carlo Piccinini, «ma non si sequestra una struttura per qualche locale sporco, ragnatele e vetri rotti. Non sono chiari i motivi del sequestro preventivo. Non ci sono gli estremi di reato per sequestrare l’intera struttura. Al mio assistito, inoltre, non è stato contestato alcunché». Il sequestro preventivo è scattato in seguito al ritrovamento di pesce mal conservato. «È stato trovato pesce senza ghiaccio ma l’operaio in quel momento era assente», sostiene Piccinini, «il pesce era fresco, come dimostrano le fatture dell’asta di acquisto a Ortona. In ogni caso per del pesce mal conservato non si possono sequestrare anche forno e bar. Chiederemo al pm di non convalidare. C’è un operatore economico che, remando controcorrente, fa di tutto per far sopravvivere il mercato coperto. A noi questo sembra un tentativo di esautorare D’Alessandro, una risposta subdola per il ricorso presentato al Consiglio di Stato. Ma terremo botta».