Messa di Pasqua nella mensa della Thales

La funzione celebrata da don Michele in una sala affollata dai lavoratori, assenti invece i politici
CHIETI. L’invito dei lavoratori della Thales non è stato raccolto dall’Arcivescovo Bruno Forte, ma domenica scorsa, giorno della Resurrezione di Cristo, la messa è stata egualmente officiata nella mensa dell’azienda scalina occupata dai dipendenti da martedì scorso.
A officiarla è stato don Michele Di Lorenzo, arrivato da Lanciano, la cui omelia è stata presa come spunto di riflessione da alcuni lavoratori.
Considerazioni postate sulla pagina Facebook aperta di recente a sostegno dell’azienda: «Save the Thales». I 98 dipendenti dell’azienda leader nelle telecomunicazioni militari non hanno alcuna intenzione di arrendersi a un futuro che, a detta dei sindacati, porterà la dismissione progressiva della produzione di radio per soldati nello stabilimento teatino. Non si arrenderanno di fronte ai 70 dipendenti di fatto licenziati e prossimi a finire in mobilità, ai venti lavoratori assorbiti da una società satellite controllata, per metà, dall’azienda malese Sapura e neppure davanti al destino tracciato dalla proprietà francese per altri otto professionisti che verranno trasferiti a Sesto Fiorentino. Da qui l’occupazione ad oltranza della fabbrica diventata per molti come una seconda casa dove si condividono momenti di lotta e momenti di speranza come la messa celebrata in mensa a Pasqua. Funzione alla quale hanno partecipato quasi tutti i 98 dipendenti, ma non i politici.
Oltre agli rsu Mario Pierdomenico, Simone Di Nisio e Carlo Caprari, c’erano anche il segretario generale Fiom Davide Labbrozzi che sottolinea: «Le iniziative di lotta sindacale procedono con eccellenti risultati di partecipazione e la convinzione ad andare avanti aumenta quotidianamente».
Tutto questo nonostante le rassicurazioni della proprietà che nei giorni scorsi ha puntualizzato sulle pagine del Centro che i 98 lavoratori sono salvi e che solo 30 di loro saranno trasferiti in Toscana. Inesistente anche la probabilità di finire a lavorare in Malesia.
La lotta va avanti e questa mattina la Fiom terrà una conferenza stampa nella mensa aziendale della Thales. L’appuntamento è alle 9,30.

