Messa in salvo la palma che piaceva a D’Annunzio

E’ alta 21 metri, ha 200 anni: un monumento nazionale nel giardino del Vico Spunta anche una cisterna. La Politi: ora la Provincia deve rimborsarci le spese
CHIETI. L’ombra di quella palma rinfrescò anche il sacro fuoco dell’arte dello studente Gabriele D’Annunzio e la Soprintendenza, di fronte ai suoi 200 anni suonati l’ha proclamata monumento nazionale. Il suo tronco è cresciuto a dismisura nel giardino del Convitto Gian Battista Vico e quei 21 metri di altezza stanno indebolendo il fusto che oscilla pericolosamente ad ogni colpo di vento. Così è partita la crociata «salva palma» capitanata dalla professoressa Giuseppina Politi, preside di liceo Classico e Convitto nazionale. E ieri mattina, un pool di esperti della ditta Agrofur consulting, con in testa il titolare, Massimo Rabottini, è iniziata la procedura per mettere in sicurezza la pregiata pianta, uno splendido esemplare di Washingtonia, varietà di palma di origine californiana, catalogata nel 1879. Il suo nome venne scelto in onore di George Washingtone la sua altezza può raggiungere anche i 30 metri.
«Tutto è iniziato dal progetto di sistemazione del giardino interno del Convitto» spiega la dirigente scolastica «luogo che abbiamo intenzione di restituire alla città durante la Settimana mozartiana». L’obiettivo della preside è quello di trasformare il giardino in uno dei tanti salotti visitabili durante l’evento, nonostante alcuni «incidenti di percorso» che stanno frenando lo stato di avanzamento dei lavori. «Quando ci siamo rsi conto della instabilità dell’albero non ho potuto fare altro che consultare dei tecnici, i migliori sul territorio» spiega la Politi durante i lavori «si tratta di agronomi che, con l’utilizzo di tecniche avanzate metteranno la palma in sicurezza senza danneggiarne salute e crescita».E così è stato. Ieri mattina Massimo Rabottini e la sua equipe di esperti ha predisposto i tiranti per consentire poi a Nico Civitella, titolare della Geko work climbing, di arrampicarsi in sicurezza sulla palma per assicurare il tronco ad un sistema di bloccaggio «elastico». A seguire passo dopo passo le operazioni in giardino oltre alla preside sono stati anche tanti studenti di Convitto e Liceo. Interventi che si sono conclusi nel primo pomeriggio e costati lla scuola circa 4mila euro. Denaro che la Provincia dovrà restituire al G.B.Vico. «Ho messo in sicurezza la palma a nostre spese vista l’urgenza dell’intervento» puntualizza la Politi «ma non posso sottrarre denaro alla didattica. Mi auguro che la somma spesa venga presto restituita dall’Ente che gestisce gli istituti superiori». Archiviato il problema della palma centenaria e in attesa che la Provincia mantenga gli impegni presi, il progetto della preside «inciampa» su un altro imprevisto. «Durante i lavori in giardino abbiamo rinvenuto una cisterna, probabilmente di epoca romana». Del ritrovamento è stata informata la Soprintendenza che ora dovrà decidere, e in fretta, il da farsi. La Settimana mozartiana aprirà i suoi salotti a metà luglio e la preside non ha alcuna intenzione di cambiare i suoi programmi.

