«Mi hanno sequestrata e narcotizzata»

28 Marzo 2015

La Mobile indaga sul racconto di una 17enne: ha detto di essere stata incappucciata davanti alla caserma dei carabinieri

CHIETI. Racconta di essere uscita da scuola e, a qualche centinaio di metro dall’ingresso dell’istituto, davanti alla caserma dei carabinieri della compagnia, di essere stata bloccata dalle da due persone che le hanno infilato un cappuccio in testa e poi l’hanno caricata su un’auto. Da quel momento, circa le 13, fino a poco prima delle 18 non ricorda più nulla.

La storia di un presunto sequestro è stata denunciata da una studentessa di 17 anni, di Chieti, alla polizia, agli agenti della Volante che sono stati chiamati dal padre. Il fatto è accaduto mercoledì. Il padre non vedendo ritornare la figlia per pranzo l’ha chiamata al cellulare. Ma il telefonino era spento. Ha aspettato impaziente qualche ora. Ma poi dopo aver preso contatto con un paio di amiche della figlia ha chiamato il 113. A qualche minuto dall’arrivo dei poliziotti si è presentata la figlia.

La ragazza ha incominciato a parlare della brutta esperienza: due persone l’hanno afferrata dalle spalle e una volta incappucciata, caricata sulla macchina l’avrebbero narcotizzata. Con un fazzoletto impregnato di un liquido soporifero. La giovane avrebbe perso conoscenza fino a quando, poco prima delle 18, si è ritrovata a Cepagatti davanti alla fermata dell’autobus, sul quale è salita per tornare a casa.

Per precauzione la studentessa di una scuola di Chieti Scalo è stata trasportata in ospedale dove le stanno facendo tutti gli accertamenti possibili e immaginabili. Esclusa la violenza carnale, escluse le percosse, considerato che i medici le hanno riscontrato due segni sul collo e uno su un fianco. Le analisi non mostrano la presenza di sostanze narcotizzanti nel sangue. Tutto normale se non i valori della glicemia un po’ alti. La giovane è stata ricoverata la policlinico di Colle dell’Ara per ulteriori accertamenti. Con ogni probabilità verrà dimessa questa mattina.

Ieri pomeriggio gli ispettori della Seconda sezione della squadra mobile, cui il caso è stato trasferito, sono andati in ospedale per ascoltare ancora una volta la storia. La ragazza ha confermato tutto quanto detto in prima battuta agli agenti della volante.

Intanto i poliziotti, coordinatui dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca, hanno fatto un sopralluogo sul posto dove sarebbe avvenuto il sequestro, davanti alla caserma dei carabinieri, per verificare semmai le telecamere avessero ripreso l’aggressione. Ma gli occhi elettronici non erano in direzione del presunto sequestro.

Gli investigatori in queste ore controlleranno i tabulati telefonici del cellullare della 17enne.

La studentessa viene descritta da compagni di scuola e insegnanti, come una persona normale, per nulla depressa né triste. Anzi piuttosto allegra e vivace e sullo studio con nessuna spiccata propensione per l’una o l’altra materia. Come dire: se la cava.

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