«Mia madre voleva uccidermi» L’assassino si difende in ospedale

21 Ottobre 2022

Cristiano De Vincentiis davanti al pm: «Lei mi ha aggredito mentre dormivo, sembrava indemoniata» Ma la versione fornita dall’arrestato stride con le numerose pugnalate inferte alla donna dentro casa

CHIETI. «Mia madre mi ha aggredito all’improvviso, con una coltellata al petto, mentre dormivo. Voleva uccidermi, sembrava come indemoniata, non diceva nulla: io mi sono alzato dal letto, a quel punto lei ha affondato altri colpi e mi sono difeso, procurandomi anche dei tagli a una mano. Subito dopo, è scivolata, forse sul sangue. Io sono venuto in possesso del coltello e, d’istinto, l’ho colpita, non ricordo quante volte». Cristiano De Vincentiis, 50 anni, ha raccontato la sua verità nell’interrogatorio davanti al sostituto procuratore Giancarlo Ciani, ai carabinieri della compagnia di Chieti e all’avvocato Cristiano Zulli. L’uomo ha parlato per oltre due ore, in una stanza del reparto di Chirurgia dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, dove è piantonato da mercoledì mattina, in stato di arresto, con l’accusa di aver ucciso volontariamente la madre Paola De Vincentiis, 69 anni, originaria di Lanciano.
La versione fornita dall’indagato, quella cioè di una sorta di legittima difesa, stride però con lo scenario che gli investigatori si sono trovati davanti all’interno dell’abitazione di Bucchianico, al civico 4 di via Cappellina San Camillo: una donna raggomitolata sul pavimento, in un lago di sangue, trafitta da numerose coltellate, sicuramente più di dieci, soprattutto all’addome, al torace e alla schiena. Sulla natura delle ferite riportate dall’arrestato farà luce anche il medico legale Cristian D’Ovidio. Codice penale alla mano, entro stamattina il pm chiederà la convalida dell’arresto e la contestuale applicazione della misura cautelare. Poi il giudice fisserà l’udienza al massimo nelle quarantotto ore successive.
L’ipotesi è che il movente dell’omicidio sia legato a questioni economiche. Anche alla luce del fatto che Paola chiedeva in continuazione soldi al parroco del paese, padre Germano Santone, sostenendo che fossero per il figlio. Così come è assodato, sempre in base al racconto dei testimoni, che fra madre e figlio le discussioni fossero all’ordine del giorno. Anche il pomeriggio prima della tragedia tra i due c’era stato un diverbio in pubblica piazza, descritto da una commerciante come un’aggressione verbale di Cristiano nei confronti di Paola.
«Tempo fa abbiamo venduto un’abitazione di mia proprietà a Rimini», ha detto l’arrestato. «I soldi li aveva mia madre e me li consegnava di tanto in tanto, in base alle esigenze. Io le avevo chiesto di mettermi a disposizione l’intera somma e lei mi rispondeva sempre “Domani, domani”. Ecco perché stavamo discutendo, prima in casa e poi in piazza. Lei mi ha detto di abbassare la voce, anche per evitare pettegolezzi, e la storia è finita lì. Poi io sono andato al gommista per fare un preventivo, perché dovevo cambiare gli pneumatici alla moto. Ho cenato in un ristorante e, quando sono tornato a casa, mia madre stava già dormendo. Non c’è stato alcun litigio». L’indomani è esplosa la violenza. E a questo punto l’arrestato ha fornito la già descritta versione della legittima difesa. Dopo la colluttazione, «sono uscito di casa con il coltello in mano perché temevo che lei potesse riprenderlo. Contemporaneamente, ho telefonato al 118».
Il resto è cosa nota: i soccorritori lo hanno trovato sull’uscio di casa, nelle vicinanze c’era anche l’arma del delitto. De Vincentiis, che è seguito dal Serd, il servizio della Asl per la cura delle tossicodipendenze, è stato arrestato dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti e della stazione di Bucchianico. L’autopsia sarà fissata non prima di lunedì. Nei prossimi giorni all’interno dell’abitazione, nel frattempo sequestrata, arriveranno anche i militari del Reparto investigazioni scientifiche di Roma per cristallizzare la scena del crimine.