«Mia moglie ha esagerato»

Minacce di martellate e paura di tradimento? No, l’uomo respinge le accuse
LANCIANO. «Mia moglie ha esagerato». Ha risposto così alle domande del giudice Massimo Canosa, G.R., 49 anni di un paese frentano, in carcere da venerdì con l’accusa di maltrattamenti e atti persecutori nei confronti della ex moglie 36enne. Accecato dalla gelosia, dal timore che la moglie lo tradisse, il 49enne ha reso per 5 anni la vita della donna un inferno e nell’ultimo periodo era arrivato a minacciarla di morte dicendo: «Ho un martello in auto, se ti scopro con l’amante ti uccido». L’uomo, rappresentato dall’avvocato Antonio Tenaglia del foro di Chieti, ieri mattina si è sottoposto all’interrogatorio di garanzia. Ha respinto le accuse, spiegando la propria posizione. Ha negato di essere stato violento. L’uomo, secondo anche il legale, avrebbe agito forse in modo sbagliato, ma lo ha fatto per attirare l’attenzione della donna e mostrare il disagio che aveva in famiglia. Era esasperato dai comportamenti della moglie a cui non avrebbe mai fatto del male. Tanto che il legale ha presentato istanza di scarcerazione.
Una versione opposta a quella dell’accusa, della donna e delle indagini condotte dalla polizia del commissariato di Lanciano che hanno portato al suo arresto. Il 49enne, in base alle accuse, dal 2011 al 2016 avrebbe sottoposto la donna a continue vessazioni fisiche e psicologiche, ingiurie e minacce di morte. Era geloso. Era follemente geloso e riteneva che la donna lo tradisse. Addirittura dubitava dell’effettiva paternità di uno dei due figli piccoli. La donna, secondo il suo ragionamento, lo avrebbe concepito con l’amante. E proprio per scoprire la moglie fedifraga, coglierla sul fatto e punirla, girava in auto con un martello. «Il martello era nel cofano pronto ad essere usato contro la moglie, se l’avesse scoperta in compagnia del presunto amante», riporta la Procura negli atti dell’inchiesta. Poi, il 49enne avrebbe iniziato a perseguitarla ancora di più: avrebbe pedinato la moglie quando nel luglio scorso questa ha avviato le pratiche per la separazione. Alle molestie, alle minacce telefoniche e tramite sms, l’uomo avrebbe aggiunto i pedinamenti. Poi è arrivato l’arresto a porre fine all’incubo della donna. Tutte accuse ovviamente respinte dall’uomo. (t.d.r.)

