Micozzi, l’addio delle penne nere

18 Giugno 2014

Filetto, chiesa gremita anche di alpini per il docente trovato morto a Lesina dopo la scomparsa

FILETTO. E' stato un elogio alla bontà di Giovanni Micozzi, il funerale che ha ricordato la figura del professore liceale rinvenuto cadavere a Lesina, sulla costa del Gargano, dopo la scomparsa tre mesi prima al porto di Ortona. Col contorno del picchetto degli Alpini (corpo in cui Micozzi svolse il servizio di leva all’Aquila, per poi rimanere penna nera a vita con l'iscrizione all'Ana), in centinaia gli hanno dato ieri pomeriggio l'addio alla chiesa di Santa Maria ad Nives dopo una cerimonia conclusa con orazioni funebri intense, a partire da quella del sindaco e amico d'infanzia Sandro Di Tullio.

«Caro Gianni, sono stati tre mesi d'attesa e speranza», ha detto il sindaco davanti alla folla commossa, «tre mesi in cui ho potuto constatare l'affetto dei nostri concittadini nei tuoi confronti, persona schiva e riservata ma tanto presente nei nostri cuori. Nutrito dei severi studi classici», così il sindaco ha delineato il ritratto del professore che avrebbe compiuto 58 anni a maggio, «non hai mai ostentato la tua profonda cultura, e anzi ti esprimevi spesso nel nostro dialetto nel quale, anche, eri maestro, come quando leggevi le poesie del tuo papà Attilio». Nel primo banco riservato ai familiari sedeva mamma Rosetta, ultranovantenne accanto alla figlia Marina Micozzi. Ma ieri, per l'ultimo saluto al professore, in chiesa e sul sagrato, c'erano anche centinaia tra parenti, amici, colleghi docenti e ex alunni dei licei classici di Ortona e Lanciano. Quattro i sacerdoti hanno concelebrato la funzione. Con il parroco don Roberto Antonucci dall'altare hanno officiato don Gianluca Bracalante, don Leo Rosa e don Luciano Volpe. (f.b.)

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