Micucci salvo,Torto fa appello

«La Fira è una società di diritto pubblico e il suo presidente non può ricoprire la carica di sindaco»
CHIETI. La candidatura del sindaco di Rapino, Rocco Micucci, è compatibile con il suo incarico di presidente della Fira.
A stabilirlo è il giudice del Tribunale di Chieti, Camillo Romandini, che ha rigettato il ricorso del paladino dei diversamente abili e il sostenitore di tante battaglie sociali a tutela dei più deboli. Lorenzo Torto non ci sta e affila le armi per ricorrere in appello. «Il Collegio parte dal presupposto che la Fira Spa è una società di diritto privato partecipata al 51% dalla Regione Abruzzo e dal 49% dalle banche» sottolinea Torto «non può quindi sussistere alcuna ipotesi di conflitto di interessi tra la carica di primo cittadino ricoperta da Micucci e quella di presidente di Fira. Io ritengo, invece, che la Fira» sostiene Torto «sia un ente pubblico, ovvero il «braccio economico» della Regione che quindi gestisce denaro pubblico».Torto è amareggiato per l’esito della sentenza che peraltro lo obbliga a pagare le spese legali, circa 5mila euro. Ma non intende mollare, anzi. «Non mi lascio abbattere da questa decisione e andrò avanti» assicura «la mia è una battaglia di giustizia sociale. La Fira è una società di diritto pubblico» riprende e aggiunge con veemenza «Fira finanzia i Comuni col denaro che la Regione rastrella attraverso le tasse imposte ai cittadini. Quando si tratterà di elargire fondi al Comuni del quale è sindaco come si comporterà? ». Torto rincara la dose «quello di presidente Fira non è l’unico incarico acquisito da Micucci, è presidente anche della Smart che raggruppa ben 150 imprese che operano sul territorio. Società ovviamente collegata a doppio filo con la Fira che deve essere considerata la cassaforte dell’amministrazione regionale». Non vi è stata una grande pubblicità sui giornali quando la Fira, la finanziaria regionale, decise di partecipare con le sue quote alla costituzione di una nuova società la Smart scarl, per l’appunto, una società consortile a responsabilità limitata.
Una scelta che ha dato subito buoni risultati visto che si è aggiudicata un importante successo arrivando prima in graduatoria per l’assegnazione di fondi comunitari gestiti dalla stessa Fira. Tornando a Torto va detto che le sue affermazioni sono state tutte documentate e allegate al ricorso. «Ho passato giorni alla Camera di commercio per le visure. Mi spiace se lo spirito con il quale ho avviato questa azione viene frainteso. Con tutta questa disoccupazione» conclude «mi chiedo se sia giusto che una sola persona accentri tante cariche e potere che vengono retribuite non certo con gli spicccioli».(y.f.)

