Migranti, mercoledì c’è lo sbarco «È tutto pronto per l’accoglienza»

I 128 profughi sono stati soccorsi dalla nave Ocean Viking: l’arrivo è previsto intorno alle 4 del mattino Entra in funzione per la prima volta il centro di contrada Tamarete per le operazioni di identificazione
ORTONA . Ortona si prepara a gestire il sesto sbarco di migranti da inizio anno. È previsto intorno alle 4 del mattino di mercoledì l’arrivo di 128 profughi soccorsi dalla nave Ocean Viking dell’organizzazione non governativa (Ong) Sos Mediterranée. Questa volta però, entrerà in funzione l’area in contrada Tamarete individuata per svolgere tutte le operazioni che seguono l'attracco in banchina. «Siamo certi che con questo nuovo allestimento le procedure si svolgeranno in maniera più celere e ordinata», ha detto il sindaco Leo Castiglione, «tutto a vantaggio dei migranti che dopo un viaggio estenuante, al limite della sopportazione umana, troveranno una sistemazione più agevole alle loro esigenze».
Inoltre, il primo cittadino non manca di ringraziare le associazioni di protezione civile che hanno supportato questa decisione allestendo tutta la zona recintata e attrezzata. «Grazie», continua Castiglione, «anche alla prefettura per il suo coordinamento sempre puntuale». Infatti, le 128 persone, una volta giunte nel porto, saranno come sempre visitate dai medici della sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) direttamente sulla nave, per poi scendere ed essere trasportate con dei mezzi in contrada Tamarete. Lì saranno svolte tutte le operazioni di controllo, identificazione e prima accoglienza, sarà distribuito il pasto caldo e verrà effettuato il cambio dei vestiti. Successivamente partiranno per i centri assegnati. In merito a questo, specifica il viceprefetto Gianluca Braga: «Siamo ancora in attesa di indicazioni da parte del ministero, tramite la prefettura dell’Aquila, sul possibile trasferimento di una quota di migranti in regioni limitrofe. Nelle prossime ore il quadro sarà più chiaro». L’imbarcazione dell’organizzazione umanitaria francese è stata impegnata in tre soccorsi in mare in due giorni. L’ultimo è di sabato pomeriggio, quando sono state salvate 61 persone da una barca di legno “in pericolo” in acque internazionali al largo della Libia, dopo un mayday trasmesso da un peschereccio.
Le operazioni sono state condotte con il supporto dell’aereo Colibrì della Ong Pilotes Volontaires. Tra i sopravvissuti ci sono anche tre donne e due bambini. In precedenza, sempre la Ocean Viking aveva recuperato 67 migranti, in due diversi soccorsi effettuati venerdì sera in zona di ricerca e salvataggio libica in seguito alle segnalazioni del call center per le persone in difficoltà nel Mediterraneo, Alarm Phone.
«Il team di SosMed ha dapprima salvato 33 persone da un’imbarcazione instabile in vetroresina in cui nessuno dei naufraghi aveva un giubbotto di salvataggio», aveva spiegato l’Ong, «e poi ha recuperato altre 34 persone. I sopravvissuti presentano gravi ustioni e sintomi di intossicazioni». Si preannuncia uno degli sbarchi più complessi da gestire visto anche l’orario di arrivo previsto. Infine, c’è da sottolineare un altro aspetto importante.
La Ocean Viking potrebbe rischiare il fermo amministrativo previsto nei casi di violazione del cosiddetto decreto Piantedosi, che riguarda i salvataggi in mare e impone alle imbarcazioni di arrivare al porto assegnato, senza più bloccarsi per ulteriori soccorsi, appena ricevuta l’indicazione dell’approdo.

